domenica 31 maggio 2009

Dibattito sulle "scie chimiche" / 2

Tom Bosco ha risposto alla mia tornata di considerazioni nel dibattito sul fenomeno delle "scie chimiche". Sono in vacanza fino a lunedì, per cui per ora mi limito a segnalare l'intervento di Bosco, rinviando commenti e risposte ai prossimi giorni.


1 giugno 2009


Rieccomi rientrato dalle vacanze: pubblico qui sotto integralmente l'intervento di Tom Bosco così come compare oggi sul suo sito, con due sole modifiche:

  • Il testo è stato reimpaginato per chiarezza, aggiungendo le sigle "PA" e "TB" per chiarire chi scrive, ma senza alternarne il contenuto.
  • L'URL dei video, se cifrato in originale e quindi non copiaincollabile qui, è stato sostituito con la versione equivalente non cifrata.

SCIE CHIMICHE: LA STORIA INFINITA...



“Non puoi vedere una cosa se non credi che esista.” – Terry Brooks




O, perlomeno, se non prendi almeno in considerazione la possibilità che possa esistere. Credo che il punto nodale della controversia sia proprio questo: da quanto mi è stato dato di vedere, la fazione degli scettici a oltranza che lei magnificamente rappresenta si è sempre prodigata nel cercare di smontare qualunque questione travalicasse i limiti della cosiddetta “normalità” e mettesse in discussione le fondamenta stesse di quella che definiamo “realtà condivisa”. Capita così che nel calderone delle “leggende metropolitane” da “sbufalare” (personalmente trovo squallido e al contempo maleficamente geniale l’uso di questo neologismo, parte di un preciso e raffinato protocollo di condizionamento psicologico, confezionato ad hoc da gente che conosce bene il proprio mestiere…) trovino pari dignità Wanna Marchi e l’11 settembre, il mago Otelma e le scie chimiche, allo scopo di ingenerare la falsa impressione che il substrato di origine di tutte queste svariate questioni sia riconducibile a null’altro che all’imbroglio, alla frode o alla vera e propria paranoia di alcuni individui.

Vorrei aggiungere che trovo estremamente difficile, in questo preciso momento (28 maggio, ore 15.03), attenermi alle regole di un confronto pacato su questo argomento, tale è il disgusto che provo nel dover stare qui a discutere in maniera "politicamente corretta" sull'esistenza o meno delle cosiddette "scie chimiche" mentre nel cielo sopra la mia testa imperversa un'attività aerea senza precedenti: da stamattina alle 9 (quando il cielo era limpido, azzurro, terso, e non c'era un aereo a pagarlo) è iniziato uno spettacolo tale che definire allucinante non gli rende giustizia. In qualunque momento guardassi il cielo, potevo osservare e contare da un minimo di sei velivoli sino anche a nove-dieci, tutti con le loro belle scie persistenti che si mescolano tra loro. Il cielo è ormai una brodaglia lattiginosa, e io dovrei accettare l'idea di essere un paranoico, che il traffico osservato sia del tutto normale e che quelle siano normalissime scie di condensazione...


Premesso questo, entriamo nel merito delle sue osservazioni.

[PA] […] questo è il nucleo del problema. Lasciamo stare le polemiche personali e i tranelli veri o presunti: che prove ci sono dell'esistenza delle "scie chimiche"? Quelle che sono state presentate finora non sono risultate convincenti e infatti non vengono accettate dalla comunità degli addetti ai lavori. Anzi, molto spesso il lavoro di verifica ha rivelato che si tratta di errori o di falsi.

Scusi, Attivissimo, ma da chi sarebbe rappresentata questa “comunità degli addetti ai lavori”? Su quali basi costoro hanno espresso le proprie valutazioni? Dando un’occhiata ai vari argomenti a sostegno della realtà del fenomeno delle “scie chimiche”, tutti presumibilmente analizzati, spiegati e destituiti da qualsiasi fondamento proprio nel suo sito, ho trovato affermazioni sorprendenti, quando non addirittura fuorvianti, di questi sedicenti “addetti ai lavori”, come questa:

2.08. Dai radiosondaggi si può capire se sussistono le condizioni per la formazione o la persistenza delle scie?
No. Quest'idea nasconde una serie di passaggi logici dati per scontati che vale la pena esaminare. I radiosondaggi sono misurazioni eseguite da pochissimi centri meteorologici in Italia, tramite il lancio di palloni equipaggiati con sonde. Tali sonde salgono fino a quote molto alte (anche 30.000 m) e forniscono al centro di controllo a terra i dati di temperatura, umidità e pressione lungo tutto il loro percorso. Per poter esaminare i dati delle radiosonde e capire se la formazione delle scie di condensazione è possibile, dovrebbero essere veri almeno tre assunti principali:
1. I radiosondaggi dovrebbero offrire misure perfette ed esenti da errori;

2. I valori dei radiosondaggi non dovrebbero variare significativamente a distanza di molti chilometri e di molto tempo dal punto e dall'ora di misurazione;
3. Le condizioni di formazione da confrontare dovrebbero permettere, con precisione assoluta, di definire se la scia di condensazione si formerà o meno.
Nessuno di questi tre assunti è vero:
1. I radiosondaggi, come ogni strumento, commettono errori spesso abbastanza vistosi; siccome viene usata una sola sonda, non è possibile fare un trattamento statistico dei dati cercando di avvicinarsi al valore vero.

2. Come si è già detto, la variabilità delle condizioni atmosferiche è molto alta: una misura puntuale non può in alcun modo fornire con precisione la situazione in quota, né il variare di tale situazione col passare del tempo.

3. Le condizioni teoriche per predire la formazione derivano da modelli che sono semplificazioni delle reali condizioni e che sono tutt'altro che infallibili nelle loro previsioni, soprattutto se si cerca di usarli senza saperlo fare e senza conoscerne caratteristiche, limiti e fallibilità.

Straordinario. Questo significa che quando, come pilota, io compilerò un piano di volo basandomi su questi dati atmosferici relativi alle varie quote, non dovrò darmi troppa pena per cercare di capire se, ad esempio, incontrerò o meno condizioni favorevoli alla formazione di ghiaccio sulle ali, o un forte vento in prua che potrebbe farmi consumare molto più carburante del previsto e addirittura impedirmi di giungere a destinazione, perché “la variabilità delle condizioni atmosferiche è molto alta”. Detta in altre parole, le tecniche di pilotaggio e navigazione che vengono tuttora insegnate nelle scuole di volo in tutto il mondo sono una semplice approssimazione, quando non una perdita di tempo, dato che comunque le condizioni climatiche in quota sarebbero una sorta di esercizio statistico, quando non un terno al lotto. Fortuna vuole (e i sedicenti esperti hanno convenientemente dimenticato di citare questo fatto) che la raccolta e l’interpretazione dei dati atmosferici relativi alle varie quote e rotte si basano anche sulle informazioni fornite dai piloti in volo, il che garantisce che i bollettini relativi alle condizioni presenti in quota siano regolarmente aggiornati e quindi ragionevolmente accurati.

[PA] Posso chiederle qual è la sua "best evidence" dell'esistenza del fenomeno?

Direi proprio quella che il passo citato sopra cerca convenientemente di smontare: il fatto che in innumerevoli circostanze un numero spropositato di velivoli si trovassero ad emettere lunghe scie persistenti occupando uno spazio di cielo che in quel momento, stando ai dati forniti dagli enti preposti, non offriva condizioni meteorologiche favorevoli alla formazione di scie di condensazione. A maggior ragione quando alcuni di questi velivoli, occasionalmente, si trovavano a quote considerevolmente inferiori alle minime necessarie a innescare detto fenomeno (fatto del quale sono stato personalmente testimone svariate volte).

Uno di questi casi è ben documentato da questo breve video, girato nei dintorni di Torino il 6 ottobre 2003, del quale posseggo la versione integrale che offre certamente una migliore qualità e definizione:

video video


Mi sembra del tutto evidente (anche basandomi sulle dichiarazioni dell’operatore che ha effettuato la ripresa), che il velivolo inquadrato sta volando a una quota considerevolmente inferiore ai canonici 8.000+ metri… Si può notare come esso emetta delle scie piuttosto persistenti lungo l’intero bordo di uscita delle due semiali. Naturalmente, anche in questo caso ognuno vedrà quello che vuole vedere, come chi tira in ballo trecce di Berenice e altri effetti di condensazione aerodinamica che potrebbero teoricamente spiegare il fenomeno osservato (ma non certo la lunghezza delle scie emesse dall’aereo in questione), però le condizioni meteo di quel giorno non lo giustificano.

[PA cita TB] Esiste in rete una mole di documenti, brevetti, analisi, discussioni, tale che chiunque sia dotato di sano buonsenso e un minimo di volontà e intelligenza potrà valutare e discernere come stiano realmente le cose.

[PA] Ecco, io le chiederei di indicarmi questi documenti, che lei già conosce e che quindi non dovrebbero comportarle troppo impegno.

Scusi, ma a questo punto mi sento preso in giro: lei conosce benissimo questi documenti, riportati in tutti i principali siti che si occupano del fenomeno delle scie chimiche.

Brevetti potenzialmente collegati al fenomeno delle scie chimiche (ho selezionato i più interessanti):
US PATENT 4,948,050 (Picot)
US PATENT 4,412,654 (Yates et al.)
US PATENT 3,813,875 (Paine et al.)
US PATENT 6,315,213 (Cordani)
US PATENT 5,003,186 (Chang et al.)
US PATENT 3,899,144 (Werle et al.)

Il brevetto del sistema HAARP (elemento fondamentale per il progetto che segue)
US PATENT 4,686,605 (Eastlund)

Possedere il Clima entro il 2025

Lo Space Preservation Act 2001, dove compare proprio il termine "chemtrails"

Questi sono due documenti davvero illuminanti:

Modificazione del Clima

Riscaldamento Globale

Per ulteriori documenti, suggerisco le seguenti pagine web: 1, 2

Comunque sia, persino la RAI ha confermato l'esistenza di queste "scie chimiche", sebbene lo abbia fatto parlando di quelle russe (scie comuniste!)

[PA cita TB] Per quanto mi riguarda, io vedo quello che vedo, e in questo sono spalleggiato da persone estremamente qualificate, come un ingegnere aeronautico, un ex-pilota da caccia, o un biologo di sua conoscenza: ma da quello che ho letto sul suo blog, non mi sembra che lei o i suoi sodali abbiate mostrato il benché minimo rispetto nei suoi confronti e verso le argomentazioni da lui presentate

[PA] Posso chiedere quali sono le argomentazioni tecniche dell'ingegnere aeronautico e dell'ex pilota?

L’ingegnere aeronautico penso lo conosca bene; si tratta dell’ing. Luigi Fenu, che ha scritto questo interessante articolo di contestazione a un discutibile servizio pubblicato dalla rivista Focus, nonché un'interessante presentazione PowerPoint sulle scie di condensazione.

L’ex pilota è un ufficiale dell’AMI con più di trent’anni di servizio, il quale si è definitivamente convinto della natura anomala di queste scie quando ne ha osservata una lunga, densa e persistente scorrere a fianco del monte Terminillo (mi sembra si trattasse del Terminillo) e se lei verifica, questa cima raggiunge i 2217 metri (fosse anche stato il Gran Sasso, 2912 metri, rimaniamo abbondantemente al di sotto dei 3000 metri). Ritengo che un professionista con migliaia di ore di volo al suo attivo sappia interpretare correttamente il fenomeno alla luce della propria esperienza.

[PA] Per quanto riguarda il biologo, presumo lei si riferisca al Dott. Pattera. Non si tratta di rispetto: si tratta di fatti. Il dottor Pattera fa affermazioni errate, rifiuta l'evidenza dei fatti documentati dalla letteratura e dileggia chi gli fa notare i suoi errori portando fatti a supporto. Questo è un comportamento che non induce al rispetto. Mi riferisco alla questione dei cosiddetti "ragni migratori", che spiegano alcuni fenomeni apparentemente legati alle cosiddette "scie chimiche": Pattera ne nega l'esistenza. Ma la loro esistenza è documentata dai tempi di Darwin e basta una sfogliata al Journal of Arachnology per trovare la letteratura specialistica che ne conferma la dispersione anche oltre 5000 m d'altitudine…



Ammettiamo pure l’esistenza di questi “ragni migratori”: quali prove potete fornire a sostegno di questa ipotesi di lavoro? Le analisi del Dr. Pattera mi sembra evidenziassero una componente artificiale nei campioni da lui esaminati. In questo caso, mi sembra siate voi in difetto. E poi, Pattera non è l'unico ad aver presentato documentazione al riguardo: 1, 2.


[PA cita TB] …né ho motivo di pensare che tale atteggiamento sarebbe diverso nei confronti degli altri. Come dicevo, “per ogni esperto, esiste un esperto uguale e contrario”.

[PA cita TB] Su questo mi permetto di dissentire. Non c'è nessun paper di letteratura specialistica che confermi le tesi del dott. Pattera o delle "scie chimiche" in generale. La stragrande maggioranza degli addetti ai lavori conferma che le "scie chimiche" sono semplici contrail male interpretate da persone non esperte. Non si tratta di "uguale e contrario": si tratta di un'esigua minoranza di non esperti contro un enorme numero di esperti. Per esempio, non mi risulta che nessuno dei 52.500 piloti dell'Air Line Pilots Association statunitense abbia mai espresso sostegno alla tesi dell'esistenza delle "scie chimiche". Nessun meteorologo si è espresso pro-scie, ma molti lo hanno fatto per chiarire che il fenomeno è un abbaglio. Lei, nella sua esperienza di pilota, ha mai visto con i suoi occhi una scia persistente alle quote (2000 m o meno) asserite dai sostenitori delle "scie chimiche"?

Non a 2000 metri o meno, ma sicuramente tra i 2500 e i 3000. La prima volta, e la più eclatante, è stato nel maggio del 1999, intorno a Rovigo. Due velivoli su rotte parallele, separati da circa 5 miglia nautiche, da est verso ovest. Uno spettacolo che non dimenticherò mai.

[PA cita TB] Quindi, che cosa dovrei fare? Perdere ore preziose per raccogliere e catalogare tutto il materiale in mio possesso, allo scopo di ribattere punto per punto alle innumerevoli questioni inerenti materie come la meteorologia, il clima, l’aerodinamica, la chimica, la biologia, la geologia, la nanotecnologia, l’elettronica, la geopolitica, l’economia, etc., tutte fondamentali per una comprensione del complesso fenomeno delle scie chimiche nella sua interezza?

[PA] No. Basterebbe cominciare da un punto singolo, molto semplice: le "scie chimiche" esistono? Che prove ci sono? Se le prove reggono, allora discutiamo di tutto il resto. Ma è da qui, a mio avviso, che dobbiamo partire.

Bene, mi sembra di aver fornito un argomento piuttosto solido. Sono inoltre convinto che le scie chimiche facciano parte di un sistema integrato per il controllo e la manipolazione del clima, del quale apparentemente l’elemento centrale è il progetto HAARP. In questo mi trovo in totale sintonia col Generale Fabio Mini. Anche il parlamento europeo se ne è preoccupato.

Ritengo inoltre che una delle zone critiche di questo programma sia al largo delle coste atlantiche di Francia e Spagna, in corrispondenza del Golfo di Biscaglia, dove una costante e intensa attività documenta i tentativi (spesso riusciti) di “bloccare” o “deviare” i fronti freddi e umidi in arrivo sul continente europeo. Ho ascoltato più di una testimonianza diretta da passeggeri in volo sull'Atlantico che parlavano di istruzioni a chiudere tutte le tendine parasole, di giorno e di notte, da parte del personale di volo, proprio in corrispondenza di quest'area. Naturalmente chi ha sbirciato da dietro le tendine ha visto coi propri occhi qualcosa che rasentava l'incredibile...

Sulle eventuali ragioni di tale programma, posso senz’altro rimandare al famoso documento “Possedere il Clima entro il 2025” redatto dall’USAF, che ho citato sopra e che lei senz’altro conosce bene.

[PA cita TB] Personalmente ritengo manchi ancora un elemento di prova fondamentale per dirimere una volta per tutte la questione delle scie chimiche, e mi sto adoperando per ottenerlo. Quando ne potrò disporre, sarò lieto di aprire una discussione con lei a tal proposito, così da focalizzarci su una questione specifica ma potenzialmente risolutiva. Spero proprio di riuscire a concretizzare tutto entro l’anno in corso.

[PA] Interessante. Le posso chiedere qual è quest'elemento?

Quello che avrebbero dovuto raccogliere gli enti preposti con mezzi appositi, se davvero avessero voluto dirimere la questione una volta per tutte, e che nonostante le sollecitazioni di migliaia di cittadini non hanno fatto. Un campionamento dell’atmosfera in quota, in concomitanza col verificarsi del fenomeno in questione.

[PA cita TB] Dati i precedenti, non mi aspetto in ogni caso un suo ripensamento sulla questione. Dai suoi facili sarcasmi, mi sembra di capire che il suo scetticismo spazia virtualmente in ogni ambito dello scibile umano. Beato lei che è confortato dalle certezze della “scienza”: io l’unica certezza che ho è quella di non averne.

[PA] Tutt'altro, Sig. Bosco. Di fronte a prove inoppugnabili, io sarei disposto a cambiare idea, come lo è la comunità tecnica. Io non rifiuto i fatti: chiedo solo che siano ben dimostrati. Non confonda lo scetticismo con la cautela e la certezza con la prudenza. La massa delle evidenze scientifiche, finora, indica che è ragionevole affermare che le "scie chimiche" non esistono. Ma il metodo scientifico impone che, di fronte a dimostrazioni inoppugnabili di un fenomeno, tale fenomeno venga accettato come scientifico. Questo finora non è successo, ma se avvenisse, sarei il primo a ripensare la mia posizione.

Qui ci troviamo in un paradosso alla Comma 22: “Non esistono studi scientifici che attestino l’esistenza delle scie chimiche, quindi predisporre uno studio mirato a dimostrarne l’esistenza non è necessario.” A me sembra che tutta la letteratura scientifica alla quale fa riferimento parta sempre e comunque dal presupposto che si tratti di scie di condensazione, ma non ho mai visto alcun elemento che provi categoricamente che si tratti solo ed esclusivamente di questo fenomeno naturale, dato che certi meccanismi fisici sono comuni a entrambe le modalità (ad esempio, i nuclei di condensazione). Questo perché non è mai stato avviato un programma di ricerca (se escludiamo i tanto vituperati ricercatori indipendenti…) volto ad indagare la presenza o meno di particolato metallico in quota, come affermano i sostenitori della tesi “chimica”. E non mi si venga a citare il ridicolo test sul carburante avio presentato da Discovery Channel: dove sta scritto che gli eventuali composti chimici verrebbero nebulizzati attraverso gli scarichi della turbina?

[PA] Sono semmai i sostenitori dell'esistenza delle "scie chimiche" che dimostrano certezze incrollabili e arrivano ad affermare che le foto di contrail pre-1990 sono falsi e che persino Life li commette per mascherare la cospirazione. Lei condivide queste posizioni?

Mi sembra di aver già risposto alla questione delle foto di Life, e anche alla questione delle certezze incrollabili. Non nego vi siano degli eccessi intorno alla controversia delle scie chimiche, ma mi sembra siano equamente ripartiti da ambo le parti. Ad esempio, come devo interpretare secondo lei questa foto del suo sodale “Peyote” che ho trovato in rete?



[PA] Le chiedo, in conclusione, il consenso alla pubblicazione della sua cortese risposta. Anche se lei ha per ora detto di no a un dibattito, credo sia giusto che i nostri lettori sappiano che il dialogo è possibile e che c'è disponibilità da parte sua e interesse a fare sperimentazione per dirimere la questione, e questi sono atteggiamenti lodevoli e costruttivi.

Mi auguro che le sue parole siano sincere, data l’assoluta serietà della questione. Da quanto ho visto e letto sinora, mi permetto di essere piuttosto scettico, ma sempre pronto a rivedere la mia posizione. Naturalmente non mi aspetto che questo mio sintetico intervento possa indurla a rivedere la sua. È proprio il nostro approccio che è diametralmente opposto: il suo è caratterizzato da uno scientismo riduzionista che cerca di scomporre tutto in fattori spiegabili razionalmente; il mio è di tipo più olistico, onnicomprensivo. Sarà una deformazione professionale dovuta al fatto di dirigere da anni una rivista che si chiama NEXUS, che in latino significa “nesso”. In altre parole, un modello informativo che si propone di trovare e mostrare connessioni fra elementi apparentemente slegati fra loro.

In conclusione, sono più che convinto che presto il corso degli eventi renderà inequivocabilmente giustizia a molti argomenti attualmente oggetto di controversie. In realtà sta già accadendo, ma non ne abbiamo ancora una chiara percezione a causa di un modello culturale sorpassato e a un sistema mediatico ancora troppo supino a certi interessi di parte che vorrebbero che tutto continuasse a rimanere com’è. Ma si sta sempre più avvicinando il momento in cui ognuno di noi dovrà scegliere da che parte stare.

Io la mia scelta l’ho già fatta da tempo, e a quanto pare questo vale anche per lei. Mi auguro che, indipendentemente dalle reciproche posizioni, si possa mantenere quanto meno un atteggiamento rispettoso nei confronti di quelle altrui. Comunque sia, ho apprezzato i toni civili entro i quali, almeno per il momento, siamo riusciti a confinare questa discussione. Qualora si rendesse necessario, la riprenderemo, anche se preferirei fosse in presenza di elementi radicalmente nuovi, che siano a favore o a sfavore di un'ipotesi o dell'altra. Se siamo qui ancora a discutere sulla realtà del fenomeno o sulla bufala, un motivo ci sarà pure... e personalmente ho le idee piuttosto chiare in proposito.

Qui di seguito, alcune foto col relativo commento.



Una classica "griglia" di scie al tramonto. Scie di condensazione, o qualcos'altro?


Due esempi fotografici di fronte ai quali trovo davvero grottesco sentir parlare di normali "scie di condensazione"...


Dificile pensare che in aerovia il traffico civile segua rotte di questo tipo...



...mentre in questo caso e in quello successivo, a giudicare dai raggi di virata così stretti...


...si tratta senz'altro di velivoli militari relativamente piccoli: caccia o caccia-bombardieri.


Un MD-80 in versione "sprayer": si noti la corposa scia emessa lungo l'intero bordo di uscita delle semiali...


Scie di condensazione? Ci vuole una bella dose di fantasia e di coraggio per pensare che del semplice vapore acqueo possa produrre effetti del genere...


Ho sentito tirare in ballo effetti di condensazione "aerodinamica" per foto come questa. Non nego affatto che possano prodursi, ma così lunghi e persistenti?


Oooops... un aereo lascia la scia e l'altro invece no. Due porzioni di atmosfera "separate in casa"?


Un altro esempio di atmosfere diverse in uno spazio ristretto. Stando a un comandante Swissair che ha commentato questa foto, la cosa è possibile ma in questo modo estremamente improbabile, per non dire impossibile. È più verosimile l'esaurimento di un serbatoio e il passaggio ad un altro, o qualcosa del genere...


Normali scie di condensazione? Davvero?


Esempi di anomale rifrazioni dovute al particolato rilasciato dalle solite "scie chimiche"...


Una "mammatus", formazione nuvolosa teoricamente piuttosto rara ma, chissà perché, sempre più frequente in numerose località del vecchio e del nuovo continente...


Modificazione elettromagnetica del clima? I meteorologi cos'hanno da dire in proposito?

mercoledì 27 maggio 2009

Scie d'epoca: un libro italiano le mostra nel 1944

Uno dei dogmi dei sostenitori delle "scie chimiche" è che gli aerei non formavano scie prima degli anni Novanta e che i libri che le mostrano prima di quella data sono falsi. In tal caso, a questi falsi, piazzati chissà in quale modo nelle collezioni di libri di numerosissime persone comuni, occorre aggiungere anche Bombardieri pesanti della II Guerra Mondiale, edito dalla Edipem nel 1982, segnalatomi da un lettore, Robyxdj, che me ne ha inviato le scansioni.



A pagina 20 viene mostrata questa fotografia di un bombardiere B-17. La didascalia la descrive come un'immagine scattata sopra Berlino nel marzo del 1944.





A pagina 28 del medesimo libro compare la seguente didascalia riferita alla foto principale: "Sopra: un B-24H del 453° Bomb Group dopo il bombardamento di un aeroporto tedesco nel febbraio 1944. La torretta sferica ventrale è abbassata, e le numerose scie di condensazione denunciano la presenza dei caccia di scorta a quota superiore."



Ingrandendo l'immagine si nota che le scie s'incrociano, formando le griglie che i sostenitori delle "scie chimiche" reputano essere un fenomeno recente e misterioso.

martedì 26 maggio 2009

Scie portate dal vento

Un breve video girato da me con la tecnica del time-lapse (ripresa accelerata) mostra, a 125 volte la velocità normale, l'evoluzione di una scia di condensazione lasciata nella zona di Lugano il 20 maggio 2009 fra le 5:50 e le 7 del mattino. E' interessante notare che la scia viene trasportata uniformemente dal vento in quota, senza sfrangiarsi o deformarsi vistosamente. In altre parole, si comporta esattamente come le nubi in quota visibili nel medesimo video.

giovedì 21 maggio 2009

Sciachimisti a Firenze il 22 maggio: aiutiamoli a documentarsi (UPD20090526)

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Domani, venerdì 22 maggio, si terrà a Firenze un convegno dedicato a promuovere l'allarme sulle "scie chimiche". L'incontro si terrà a partire dalle 15 presso la Sala Convegni Villa di Rusciano, via Benedetto Fortini 37.

Interverranno Rosario Marcianò e Giorgio Pattera, già noti a chi segue la materia; l'Assessore all'Ambiente Claudio del Lungo; Antonio Sarpieri, consigliere comunale di Savignano sul Rubicone, "primo comune in Italia ad approvare una mozione sul tema delle scie chimiche"; Angelo Baracca, "docente in fisica presso l'Università di Firenze"; e (via Internet) il docente di fisica Corrado Penna e il deputato Sandro Brandolini, artefice di interrogazioni parlamentari sul tema delle "scie chimiche".

Se avete occasione d'andarci, vi chiederei una cortesia: di aiutare queste persone a documentarsi. Giorgio Pattera, per esempio, è tuttora convinto che i ragnetti migratori portati dal vento (quelli che creano i filamenti apparentemente misteriosi, messi in relazione con le "scie chimiche") non esistano, e crede, insieme a Corrado Penna, che le scie di condensazione vere e proprie siano un fenomeno raro perché è necessaria un'umidità relativa del 70% in atmosfera.

Volete portare loro un po' di documentazione, affinché correggano i loro errori? Non occorre che spendiate l'intero pomeriggio ad ascoltare le loro affermazioni: scaricate e stampate i documenti elencati qui sotto, avvicinateli durante una pausa del convegno e consegnateglieli educatamente, invitandoli a leggerli e spiegandone il contenuto come indicato qui sotto. Se possibile, riprendete la scena e pubblicate il video su Internet.

Perlomeno da quel momento in poi non potranno dire di non essere stati informati.

  • The Formation of Exhaust Condensation Trails by Jet Aircraft, H. Appleman, Bulletin American Meteorological Society, 1953: ancor oggi testo di riferimento per i meteorologi, non solo documenta l'esistenza delle scie di condensazione ben prima degli anni Novanta, ma contiene tabelle che documentano che le scie di condensazione si formano anche con umidità relativa 0% (pubblico soltanto la copertina e le tabelle (una e due) in questione per motivi di copyright)
  • L'Encyclopaedia Britannica, edizione cartacea, Vol. 21, voce "spider", che cita il reperimento di filamenti di ragni migratori a vari chilometri di quota (copertina e citazione).
  • Aerial Dispersal in a Known Spider Population, Eric Duffey, Journal of Animal Ecology, Vol. 25, No. 1, May, 1956, che documenta che la migrazione aerea dei ragni è nota dai tempi di Aristotele e che vengono trovati anche in quota.
  • La lista delle citazioni e delle fotografie di "ragni d'alta quota" nella letteratura tecnica e nei documentari, incluse le immagini de Il Pianeta Vivente (BBC, 1984).
  • La smentita delle "scie chimiche" redatta dai meteorologi di Meteoromagna.
  • Il documento di smentita e spiegazione dei piloti italiani di MD80.it.
  • Le smentite del meteorologo Mario Giuliacci, del pilota Pietro Pallini e del fisico Dario Giaiotti dell'Osservatorio Meteorologico Regionale del Friuli Venezia Giulia.



2009/05/24: il resoconto di chi c'era


Un lettore, Ignis, è stato presente al convegno e mi ha mandato queste note, che pubblico integralmente, con minime modifiche per rimuovere refusi e per impaginarlo. Non essendovi per ora riscontri di terzi o riprese video (fra l'altro vietate dagli organizzatori), pubblico il resoconto con la necessaria riserva che la deontologia professionale m'impone, anche se non ho motivi per dubitare della buona fede di Ignis. I commenti personali di Ignis sono separati dal resoconto indicandoli tra parentesi quadre e in corsivo. Le evidenziazioni sono mie. I miei commenti sono al di fuori dei riquadri azzurri.

Ho preso parte alla conferenza per mera curiosità, con me erano presenti due amici (un ingegnere e un fisico); in talune occasioni (per esempio in occasione di taluni filmati che reputavo di scarso interesse) sono uscito dalla sala per prendere aria (la giornata era calda e umida, maledette scie chimiche), mi scuso quindi con tutti per eventuali refusi ed errori o omissioni.

Scie chimiche, convegno a Firenze, 22 maggio 2009
[NDR: un nemico esiste e se non esiste inventiamolo]

Arrivo presto (14:20), sala quasi vuota, una decina i presenti tra relatori e persone che penso siano parte dell'associazione. Verso le 15:00 la sala si riempie. Sono presenti circa 90-100 persone. Sul tavolo dove siedono i relatori è presente una scatola con su scritto “contributi”. Alla conferenza gente di molte età e “tipo”, fuori anche un furgone di “OSHO”.

Tra i relatori non siede Angelo Baracca, che siede invece defilato vicino alla prima fila di sedie per il pubblico.

Una ragazza apre la conferenza, immagino rappresenti l'associazione. Dice che lo scopo dell'incontro è farci domande e capire cosa succede. Precisa che l'assessorato non ha dato alcun contributo economico, che è vietato fare riprese video e che comunque il video (c'è una telecamera che riprende) sarà messo su Internet, i relatori non hanno percepito alcun compenso, solo chi viene da fuori ha ricevuto un rimborso spese.

Ci comunica che c'è una lista in cui si può inserire il proprio nominativo e per partecipare alle iniziative del comitato [quale comitato?]


E' molto interessante notare che proprio gli sciachimisti, coloro che accusano tutti di censurare, falsificare e oscurare la loro verità, siano quello che vietano riprese video.

Il "comitato" in questione è presumibilmente il "Comitato Tanker Enemy" di Rosario Marcianò.

Parla l'assessore Del Lungo, che precisa che la disponibilità della sala viene data in “automatico” alle associazioni che ne fanno richiesta: concedere la sala non significa condividere i contenuti della conferenza.


Questa dichiarazione potrebbe essere vista come una presa di distanze dell'assessore, ma viene da porsi un dubbio sulla sensatezza e plausibilità di quest'approccio: se la sala fosse stata richiesta da un'associazione che nega l'Olocausto o promuove il razzismo o l'intolleranza o la pedofilia, sarebbe stata concessa lo stesso "in automatico"?

La concessione della sala non ha comportato alcun costo per il Comune. Egli non ha alcun interesse politico in codesta conferenza, stante che non è candidato e non ha intenzione di continuare nell'attività politica.

Fa un excursus su articoli pubblicati nei decenni passati (ne cita uno di Airone) che parlavano dei pericoli della combustione in volo e cita gli esperimenti degli anni '70 per evitare la grandine sui campi.

Si chiede se c'è un uso di sostanze nei cieli, se è sistematico. L'ARPA non fa questo tipo di analisi. Lui non crede all'uso sistematico.

Ha ricevuto decine di email, per lo più anonime, con su scritto “vergogna” “vai a studiare” ecc... [non ha parlato di “minacce”] oltre a telefonate anche dal mondo accademico [vox populi dice che una telefonata di un suo amico iniziava con “che ca**o fai ..”].

Il bombardamento di email e telefonate a cui è stato sottoposto in questi giorni lo rende meno scettico verso le “scie chimiche”... mai in nessuna occasione aveva vissuto qualcosa del genere. Auspica che nel dibattito qualcuno confuti le tesi degli sostenitori delle "scie chimiche". Chi offende è sempre dalla parte del torto [l'assessore è seccato ma alla fine sembra non avere compreso bene chi sono sciachimisti.. lo capirà al primo intervento]

Parla Marcianò: si definisce ricercatore indipendente. Ha notato questo fenomeno quattro anni fa, anche noi possiamo notarlo, oggi il cielo su Firenze è bianco. Dice che l'attività del traffico aereo è diminuita negli ultimi tempi ma le scie aumentano. Lo vediamo, vediamo che volano basso [come approccio scientifico non è male].

Parla telefonicamente Corrado Penna, presentato come fisico. Marcianò scorre le slide.

Viene mostrato il certificato di laurea di Penna (dice che qualcuno ha messo in dubbio che fosse laureato). Dice che il negazionista anziché criticare nel merito attacca ad personam, viene mostrata una slide con screenshot di un commento nel blog di Attivissimo.

Ci dice che scie di 8 – 20 Km durano ore anziché 5 minuti. Non ci dobbiamo sorprendere che il governo tenti di avvelenarci, è già avvenuto in passato. Mostra articolo del Guardian “Millions were in germ war test”. Inizia un'elencazione di teorie complottiste e pseudobufale e argomenti dalla scarsa base scientifica [a questo punto l'amico accanto a me costruisce sul foglio una griglia tipo tombola in cui va segnando le teorie nominate, farà solo una “cinquina”, per la tombola mancavano i protocolli di Sion che in effetti non ha nominato].

Ci dice che l'ADHD è una malattia inventata [cavallo di battaglia di gruppi che sono legati a Scientology o che in essa hanno radici culturali] e che sei milioni di bambini vengono trattati con il Ritalin. Il cantante dei Nirvana era trattato col Ritalin da bambino. Esistono finti comitati di genitori che spingono per gli psicofarmaci [falso ma lungo qui da spiegare].

In Italia abbiamo vaccini al mercurio che causa l'autismo [altra questione controversa sopratutto in USA, ad oggi priva di supporto scientifico]. Questo avviene perché aziende produttrici di vaccini hanno scorte da smerciare [in pratica questo excursus è per dire che non ci dobbiamo sorprendere se ci vogliono avvelenare].

Ci dice che dietro le scie chimiche c'è un grande complotto e che molti sanno ma pochi parlano.

Ci spiega il meccanismo di formazione delle scie di condensa con un disegno che mostra un pistone che comprime del vapore e un disegno che mostra un frigorifero, in pratica mostra che l'aereo funge da pistone quindi comprimendo l'aria il vapore diventa liquido, rilasciando la compressione (quindi quando l'aereo vola via) ritorna allo stato di vapore [da ignorante mi chiedo: e tutti gli altri fattori che influiscono, quali umidità e temperatura? ]

Penna parla di traffico in aumento [ma come? Marcianò non aveva detto che era in diminuzione?]

Nelle vecchie foto non ci sono scie, nelle nuove sì. La pubblicità è piena di scie, sembra che vogliano fare pubblicità subliminale [sic].

Parla di un libro di Giuffrida che ci fornisce i parametri di umidità/pressione per il formarsi di condensa. Il sito da cui prendeva i parametri per i suoi calcoli prima forniva aggiornamenti ogni ora, adesso solo una media nelle 12 ore, nota che la cosa è sospetta.

Conclude dicendo che lo scopo è anche quello del controllo mentale, non è un caso che in questo periodo di elezioni le scie sono molte di più.

[Con questa perla il convegno si potrebbe chiudere, il mio amico mi chiede di controllarmi visto che già mi vede rotolato sotto la sedia a ridere. L'assessore Del Lungo sembra avere capito, si alza senza salutare nessuno e va via]

Parla Giorgio Pattera [il suo è l'intervento più credibile per il piglio e la simpatia del personaggio oltre che per la costruzione verosimile e sofista che fa]. Fa i complimenti a Del Lungo, si sorprende delle email e telefonate perché dice che se loro sono pazzi basterebbe ignorarli e dargli la “morte civile” anziché fare queste guerre.

Dice che la scienza davanti un fenomeno nuovo deve indagare, che ci sono i dati che mostrano l'esistenza del fenomeno [le solite cose, 8000 mt, - 40° ecc...]. Però la Pubblica Amministrazione non se ne interessa (come l'ARPA) o dice che questo fenomeno non è vero. Le risposte alle interrogazioni parlamentari sono state vaghe.

Mostra un video del meteorologo tedesco che dice che ci sono scie che non sono nuvole e non sa cosa sono. Pattera chiosa che forse questo meteorologo ha pagato col licenziamento quell'affermazione.

Lunga dissertazione sulle analisi delle tele dei ragni fatte da lui e dall'università di Firenze (non può fare il nome del biologo per paura di ritorsioni). Viene mostrato un video che inquadra una scia chimica e un filamento [la domanda sorge spontanea.. quanto grande era questo zoom per inquadrare un scia a mila metri di distanza e un filamento di pochi di cm?]

Viene interrotto [da quello che diventerà un dei miei miti] da un ragazzo palermitano il quale dice che lo stesso tipo di filamenti si riscontra in occasione delle apparizioni mariane.

Riprende Pattera parlando di un brevetto americano per modificare la tela di un raro ragno che vive in Australia (e quindi “non domestico” [sic]). Sui filamenti hanno fatto la prova bruciandoli ecc... [sbadiglio ed esco dalla sala].

Insomma queste tele altro non sono che piccoli paracadute. Il 30 dicembre [non ricordo di quale anno] a Parma loro inviarono una serie di esposti, l'unico ente che mostrò interesse fu l'ARPA, ma l'indomani sul giornale lesse la notizia di sei dirigenti dell'ARPA arrestati [non ho capito il nesso]. Chiude ribadendo che se avesse affermato che la terra è piatta non ci sarebbe stato il bombardamento di email a Del Lungo.

Marcianò mostra le differenze al microscopio tra tela di ragno e nanopolimeri, che altro non sono se non dei vettori che incorporano nanosensori [con tutti 'sti nani manca solo Biancaneve] e altre cose. E' lo zolfo a dare questa colorazione al cielo. Oggi nel cielo c'è una copertura biancastra anche se le previsione dicevano “sole” [una prova scientifica ineluttabile].

La copertura fa da serra e crea uno strato elettroconduttivo. Il caldo e l'effetto serra, non sono causati dal CO2 ma dalle microonde. In tutti i filmati ufficiali [ma che sono i filmati ufficiali?] non ci sono scie.

Pattera dice che a San Marino, in occasione di un convegno in cui parlò di scie chimiche, un amico colonnello lo avvertì che avrebbe potuto avere noie. Saluta e va via.

Parla l'assessore Serpieri [mi pare in perfetta buona fede ma non so come spiegarmi questa sua adesione a questa bislacca teoria del complotto. Non ho interesse nel suo intervento, vado fuori].

Provano a fare intervenire l'On. Brandolini, ma il collegamento non va.

Marcianò: solita fuffa: -40° , 70% di umidità relativa, -6° per ogni Km. Sono coinvolti militari e civili, gli aerei costruiscono una griglia irrorando a diverse altezze, preferibilmente sui centri abitati. Irrorano anche con droni [dei ricordi che ho io nell'Aeronautica Militare italiana, non c'erano i soldi neanche per comprare le penne biro, i vecchi F104 volavano – e spesso purtroppo cadevano – per l'abilità dei meccanici e motoristi.. va be'!].

Il tutto per creare un sandwich [adoro i termini tecnici] per l'elettroconduttività. Ad alta quota l'umidità precipita verso lo zero.

La NASA è parte del complotto [e qui davvero non capisco, se la NASA è parte del complotto perché è la NASA stessa a fornire loro i dati ai quali si appigliano per fondare la loro bislacca teoria?]

Parla l'On. Brandolini [sono fuori, rientro e la mia amica mi dice che Brandolini ha affermato che in Wikipedia si trovano maggiori informazioni sull'argomento. Impreco tra me e me e mi riprometto di controllare al mio rientro in casa].

Parla dell'interpellanza che ha presentato, firmata anche da 3 colleghi del Partito Democratico [ma cose un po' più serie di cui occuparsi? Ma che poi non basterebbe chiedere a quello che era ministro della Difesa durante il governo Prodi?]

Finito l'intervento telefonico, anche Serpieri va via per impegni politici.

Marcianò parla dei “disinformatori”, di come sia evidente che sono pagati visto che stanno 24 ore al giorno a fargli la guerra. Attivissimo è un DJ [dal pubblico uno gli fa notare che lui è un geometra]. I disinformatori hanno un modus operandi che ha il solo scopo di farlo uscire dai gangheri.

La meteorologia in Italia è gestita solo dai militari. Lui vuole risposte da chi conta e non dai portaborse come Attivissimo. Il contraddittorio lo accetterà solo con chi conta. Mostra un filmato in cui viene parodiato.

Domande dal pubblico: un anziano signore fa notare che è troppo diabolico pensare che esista una rete di complicità così vasta e che questi si avvelenino da soli [oltre che avvelenare i propri cari]. Il signore comunque viene tacitato [a quanto pare non è ancora il momento delle domande]. Interviene comunque un signore del comitato anti-scie di Roma che accenna all'attività del suo comitato.

[questo “anda e rianda” (domande sì, domande no) pare avvenga perché vogliono fare parlare il prof. Baracca, che pare invece non ne voglia sapere di intervenire]

Riprende la parola Marcianò. Basta analizzare le lacrime e le urine e l'acqua piovana in luoghi lontani dai siti industriali per rendersi conto del fenomeno. Quindi ci parla di:

  • api che muoiono (o hanno danni al sistema nervoso e se questi danni li hanno le api allora anche noi.. ecc...)
  • onde elettromagnetiche [aridaje]
  • Preservation Act
  • Sistemi Haarp
  • microonde a 16 hertz
  • un caso di Alzheimer ogni 74 secondi [oh Madonna, qui o faccio in fretta ad andar via o non riuscirò mai a salutare i miei cari]. Parkinson, sclerosi ecc.. e l'alluminio nelle merende del Mulino Bianco [qui, IMHO, è a rischio querela]
  • terapia chelante come soluzione di molti mali
  • il Comune di San Remo che gli ha negato un luogo in cui svolgere la conferenza.

[Ci sono riusciti, hanno convinto Baracca. Di lui, la mia amica mi accenna qualche aneddoto che lo descrive come uomo forse un po' eccentrico]

Baracca parla della scienza e del ruolo dello scienziato. Tiene a precisare che lui di scie chimiche non sa nulla e che hanno insistito a lungo per farlo intervenire. Lui ritiene che la scienza in ambito militare progredisca più di quella civile. La fusione fredda esiste, è una realtà [sic].

E' tardi, sono le 18:30, si apre lo spazio per le domande. Alle 18:50 dobbiamo lasciare la sala perché la bella villa che ci ospita chiude.

Un ragazzo (scettico come me) riporta delle analisi di Pattera sui filamenti che contraddicono quanto da lui detto, Pattera è assente; risponde Marcianò, che nella sostanza afferma che non c'è contraddizione [pare infastidito dal fatto che la prima domanda sia quella di un “disinformatore”].

Visto che si parla di filamenti e che lui insiste sulle differenze rilevate dal microscopio, gli chiedo: posto che non andate in quota a prendere i filamenti ma li raccogliete da terra, come fate a essere sicuri che il filamento da voi analizzato non sia un filo del mio maglione? Marcianò risponde che loro raccolgono quando ci sono le scie e quindi è evidente, e che comunque si vede che cadono dal cielo [va be', ho ormai rinunciato a ogni approccio che possa anche solo lambire il metodo scientifico].

Le domande dovrebbero essere secche, invece da qui in poi si assiste a un serie di mini-comizi:
  1. Il ragazzo palermitano (quello che i filamenti li aveva visti nelle apparizioni mariane) fa un lungo comizio sulle scie chimiche a Palermo e racconta come a marzo e poi ad aprile ci sia stata una pandemia di acetonemia. Di questa pandemia nessuno ha parlato, molti vecchi sono morti, gli ospedali erano piene di bambini e donne incinta, lui è andato dai carabinieri e ne ha preso uno per il bavero perché gli dicevano che non c'è nulla. Ha chiesto a WWF, Legambiente e altre associazioni di analizzare i campioni che lui aveva raccolto, ma queste gli hanno risposto che ci volevano 500 euro [l'intervento è ai limiti del delirio ma tutti applaudono, suppongo quindi che a delirare sia io. Tra l'altro il palermitano mi fissa.. perché? Dice che è sposato con figli, mi sento allora più tranquillo. Al di là dello scherzo mi fissava perché credo volesse convincermi col suo racconto].
  2. Interviene anche il tipo a capo del comitato di Roma, che illustra le iniziative che hanno preso [in pratica hanno rotto i marroni a mezzo Parlamento]. Lamenta il silenzio delle istituzioni, al che gli faccio notare che c'è una risposta abbastanza precisa di La Russa a Di Pietro; lui dice che è vaga, poi finito l'intervento, mi dice, a tu per tu, che due onorevoli gli hanno confidato che è roba dei servizi segreti [qui ritengo raggiunta l'apoteosi].
  3. Interviene anche un altro signore, che dice che bisogna finirla con queste guerre tra debunker e loro perché “noi cittadini” abbiamo un solo scopo: sapere. Vogliamo avere risposte chiare e certe [e le risposte alle interrogazioni parlamentari?].
  4. Altro intervento è invece di un ragazzo che ha letto di recente un libro e, rispondendo al signore che un'ora prima aveva parlato di diabolicità del complotto, cioè di una rete di complicità assolutamente improbabile, dice che i militari sono andati in Kosovo con l'uranio impoverito [avrei piacere di fargli notare che a quei tempi di uranio impoverito non si sapeva nulla.. va be'].
  5. Altro mini-comizio di un altro signore, che ci informa della sua attività nel suo paese. Ci informa che ogni mattina telefona al sindaco per chiedergli di attivarsi! Dice che adesso nessuno più gli dà retta.

Marcianò sottolinea che i disinformatori non si presentano con nome e cognome, a differenza degli altri. Alzo la mano, vorrei precisare che non sono un “disinformatore” perché non ho un blog e non scrivo da nessuna parte e poi che non ho problemi a invitarlo per un caffè e presentarmi come si confà a gente civile quali noi siamo... ma non riesco a dirgli tutto questo, continuano i comizi... la fine dei convegno è vicina.

Mi alzo e vado a riporre due monete da un euro nella cassetta dei contributi, sono stati davvero spesi bene. La sala è tutta gremita di pro-scie, gli scettici siamo sì e no in cinque.

Penso, nella mia ignoranza, che l'uomo tendenzialmente abbia bisogno di paure e nemici per sentirsi legato, parte di uno spicchio di società (e qualcuno ci specula pure). Alla fine dei salmi, fa forse meno danno pensare che esistano le scie chimiche e che il nemico sia il governo, i militari, i piloti, i meteorologi eccetera, piuttosto che pensare che il nemico sia l'immigrato.

Ignis



2009/05/26


Un altro resoconto del convegno è stato pubblicato da Thomas Morton qui.

mercoledì 13 maggio 2009

Finalmente un dibattito alla pari sulle "scie chimiche"

Photo Credit: Studio fotografico Andrea Tedeschi, per gentile concessione. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Grazie all'iniziativa di un lettore, Marco Casati, che ringrazio, per la prima volta un sostenitore dell'esistenza del fenomeno delle "scie chimiche" accetta un confronto dialettico alla pari.

Marco ha infatti contattato Tom Bosco, di Nexus Italia (nella foto qui accanto), apparso recentemente a Lugano per presentare le sue tesi e autore di un articolo che oltre a parlare di "scie chimiche" mi riguarda direttamente, e ha ottenuto da lui la disponibilità al confronto.

Così ho scritto a Bosco proponendogli una formula che, senza le pressioni temporali e le tifoserie di un convegno, ci permetta di esplorare insieme le reciproche posizioni e magari stemperare le polemiche. Con il permesso di Bosco, pubblico qui il nostro scambio di corrispondenza.


7 maggio 2009


Buongiorno Sig. Bosco,

raccolgo volentieri l'invito di Marco Casati, che l'ha contattata, per proporle un'intervista-dibattito sul tema delle "scie chimiche". Purtroppo l'ora tarda mi ha impedito di restare al convegno di Lugano per parlarci direttamente nella sessione di domande del pubblico.

Pensavo, se lei è d'accordo, a uno scambio di mail da pubblicare progressivamente e in contemporanea nei rispettivi siti/blog: non tanto un'intervista, insomma, quanto una chiacchierata alla pari, per trovare il terreno comune, vagliare insieme i dati del fenomeno e conoscersi meglio. Come se fosse una chat "in differita", con il tempo, fra una botta e una risposta, per raccogliere fonti, documenti e immagini che possono servire alla discussione e dare ai nostri rispettivi lettori la possibilità di conoscere meglio la questione, soprattutto in vista dei due prossimi appuntamenti televisivi sull'argomento.

Se le interessa o vuole proporre un'altra formula, mi può rispondere presso paolo.attivissimo@gmail.com oppure presso topone@pobox.com.

Grazie e cordiali saluti

Paolo Attivissimo
Lugano, Svizzera


Gli appuntamenti televisivi in questione sono quelli di La Gaia Scienza e di Rebus.


9 maggio 2009


Egregio Paolo Attivissimo,

ho apprezzato la sua civile proposta di un confronto in rete per dibattere, se mai ce ne fosse ancora bisogno, sullo spinoso argomento delle scie chimiche. Come ben sa, avevo deciso di non farmi invischiare in sterili polemiche e discussioni infinite che, come esemplificato dal caso di Massimo Mazzucco per quanto riguarda le questioni inerenti all’11 Settembre 2001, alla fine non portano nessuna delle due opposte “fazioni” a riconoscere le ragioni dell’altra e a stabilire in modo definitivo da che parte stia la verità: come ama dire Duncan M. Roads, editore australiano della rivista NEXUS della quale mi pregio di dirigere l’edizione italiana, “per ogni esperto, esiste un esperto uguale e contrario”. Sollecitato da Marco Casati, stavo valutando se non fosse il caso di riconsiderare questa mia decisione, quando un tale Peyote ha pensato bene di tendermi una sorta di “tranello” attraverso il suo blog, contattandomi via email e spacciandosi per tale “Michele” (http://ilpeyote.blogspot.com/2009/05/ilpeyote-vs-tom-bosco.html). Malgrado si sia in seguito scusato e mi abbia spiegato le sue motivazioni per tale comportamento, rimane il fatto che attualmente il dibattito, se tale lo si può ancora definire, ha decisamente travalicato i limiti del civile confronto di idee e si è impantanato in una palude di accuse reciproche, sarcasmi, ripicche, provocazioni, offese gratuite...

Come spesso accade, si confonde il messaggio con il messaggero, e così facendo si getta il bambino insieme all’acqua sporca. Che lei lo voglia accettare o meno, il fenomeno delle scie chimiche è tremendamente reale, ma nessuno sa per certo quali ne siano le motivazioni, anche se i numerosi indizi autorizzano a formulare ipotesi piuttosto coerenti, anche se per certi versi sconcertanti. Il fatto che queste ipotesi mettano in seria discussione il modello di realtà normalmente percepito dalla popolazione in generale non le rende meno credibili o lontane da una possibile, pur se scomoda, verità.

Esiste in rete una mole di documenti, brevetti, analisi, discussioni, tale che chiunque sia dotato di sano buonsenso e un minimo di volontà e intelligenza potrà valutare e discernere come stiano realmente le cose. Per quanto mi riguarda, io vedo quello che vedo, e in questo sono spalleggiato da persone estremamente qualificate, come un ingegnere aeronautico, un ex-pilota da caccia, o un biologo di sua conoscenza: ma da quello che ho letto sul suo blog, non mi sembra che lei o i suoi sodali abbiate mostrato il benché minimo rispetto nei suoi confronti e verso le argomentazioni da lui presentate, né ho motivo di pensare che tale atteggiamento sarebbe diverso nei confronti degli altri. Come dicevo, “per ogni esperto, esiste un esperto uguale e contrario”.

Quindi, che cosa dovrei fare? Perdere ore preziose per raccogliere e catalogare tutto il materiale in mio possesso, allo scopo di ribattere punto per punto alle innumerevoli questioni inerenti materie come la meteorologia, il clima, l’aerodinamica, la chimica, la biologia, la geologia, la nanotecnologia, l’elettronica, la geopolitica, l’economia, etc., tutte fondamentali per una comprensione del complesso fenomeno delle scie chimiche nella sua interezza? Dovrei aggiungermi al gioco di coloro che sottoponendo minuziosamente a scrutinio ogni singolo albero per trovare quello da abbattere, nemmeno si accorgono della foresta che li circonda?

Personalmente ritengo manchi ancora un elemento di prova fondamentale per dirimere una volta per tutte la questione delle scie chimiche, e mi sto adoperando per ottenerlo. Quando ne potrò disporre, sarò lieto di aprire una discussione con lei a tal proposito, così da focalizzarci su una questione specifica ma potenzialmente risolutiva. Spero proprio di riuscire a concretizzare tutto entro l’anno in corso.

Dati i precedenti, non mi aspetto in ogni caso un suo ripensamento sulla questione. Dai suoi facili sarcasmi, mi sembra di capire che il suo scetticismo spazia virtualmente in ogni ambito dello scibile umano. Beato lei che è confortato dalle certezze della “scienza”: io l’unica certezza che ho è quella di non averne.

Cordiali saluti
Tom Bosco/NEXUS



9 maggio 2009


Questa è la mia risposta alle considerazioni di Bosco: il corsivo piccolo indica le citazioni di tali considerazioni.

Egregio Paolo Attivissimo,

ho apprezzato la sua civile proposta di un confronto in rete per dibattere, se mai ce ne fosse ancora bisogno, sullo spinoso argomento delle scie chimiche. Come ben sa, avevo deciso di non farmi invischiare in sterili polemiche e discussioni infinite che, come esemplificato dal caso di Massimo Mazzucco per quanto riguarda le questioni inerenti all’11 Settembre 2001, alla fine non portano nessuna delle due opposte “fazioni” a riconoscere le ragioni dell’altra e a stabilire in modo definitivo da che parte stia la verità: come ama dire Duncan M. Roads, editore australiano della rivista NEXUS della quale mi pregio di dirigere l’edizione italiana, “per ogni esperto, esiste un esperto uguale e contrario”. Sollecitato da Marco Casati, stavo valutando se non fosse il caso di riconsiderare questa mia decisione, quando un tale Peyote ha pensato bene di tendermi una sorta di “tranello” attraverso il suo blog, contattandomi via email e spacciandosi per tale “Michele” (http://ilpeyote.blogspot.com/2009/05/ilpeyote-vs-tom-bosco.html). Malgrado si sia in seguito scusato e mi abbia spiegato le sue motivazioni per tale comportamento, rimane il fatto che attualmente il dibattito, se tale lo si può ancora definire, ha decisamente travalicato i limiti del civile confronto di idee e si è impantanato in una palude di accuse reciproche, sarcasmi, ripicche, provocazioni, offese gratuite...

Come spesso accade, si confonde il messaggio con il messaggero, e così facendo si getta il bambino insieme all’acqua sporca. Che lei lo voglia accettare o meno, il fenomeno delle scie chimiche è tremendamente reale


Buongiorno Sig. Bosco,

questo è il nucleo del problema. Lasciamo stare le polemiche personali e i tranelli veri o presunti: che prove ci sono dell'esistenza delle "scie chimiche"? Quelle che sono state presentate finora non sono risultate convincenti e infatti non vengono accettate dalla comunità degli addetti ai lavori. Anzi, molto spesso il lavoro di verifica ha rivelato che si tratta di errori o di falsi.

Posso chiederle qual è la sua "best evidence" dell'esistenza del fenomeno?

Una volta accertatane l'esistenza, potremo valutarne le implicazioni. Ma partiamo dalle basi.

, ma nessuno sa per certo quali ne siano le motivazioni, anche se i numerosi indizi autorizzano a formulare ipotesi piuttosto coerenti, anche se per certi versi sconcertanti. Il fatto che queste ipotesi mettano in seria discussione il modello di realtà normalmente percepito dalla popolazione in generale non le rende meno credibili o lontane da una possibile, pur se scomoda, verità.

Esiste in rete una mole di documenti, brevetti, analisi, discussioni, tale che chiunque sia dotato di sano buonsenso e un minimo di volontà e intelligenza potrà valutare e discernere come stiano realmente le cose.


Ecco, io le chiederei di indicarmi questi documenti, che lei già conosce e che quindi non dovrebbero comportarle troppo impegno.

Per quanto mi riguarda, io vedo quello che vedo, e in questo sono spalleggiato da persone estremamente qualificate, come un ingegnere aeronautico, un ex-pilota da caccia, o un biologo di sua conoscenza: ma da quello che ho letto sul suo blog, non mi sembra che lei o i suoi sodali abbiate mostrato il benché minimo rispetto nei suoi confronti e verso le argomentazioni da lui presentate

Posso chiedere quali sono le argomentazioni tecniche dell'ingegnere aeronautico e dell'ex pilota?

Per quanto riguarda il biologo, presumo lei si riferisca al Dott. Pattera. Non si tratta di rispetto: si tratta di fatti. Il dottor Pattera fa affermazioni errate, rifiuta l'evidenza dei fatti documentati dalla letteratura e dileggia chi gli fa notare i suoi errori portando fatti a supporto. Questo è un comportamento che non induce al rispetto.

Mi riferisco alla questione dei cosiddetti "ragni migratori", che spiegano alcuni fenomeni apparentemente legati alle cosiddette "scie chimiche": Pattera ne nega l'esistenza. Ma la loro esistenza è documentata dai tempi di Darwin e basta una sfogliata al Journal of Arachnology per trovare la letteratura specialistica che ne conferma la dispersione anche oltre 5000 m d'altitudine. Se vuole, le posso dare gli estremi e le citazioni:

http://tinyurl.com/rcq8pu


, né ho motivo di pensare che tale atteggiamento sarebbe diverso nei confronti degli altri. Come dicevo, “per ogni esperto, esiste un esperto uguale e contrario”.

Su questo mi permetto di dissentire. Non c'è nessun paper di letteratura specialistica che confermi le tesi del dott. Pattera o delle "scie chimiche" in generale. La stragrande maggioranza degli addetti ai lavori conferma che le "scie chimiche" sono semplici contrail male interpretate da persone non esperte.

Non si tratta di "uguale e contrario": si tratta di un'esigua minoranza di non esperti contro un enorme numero di esperti. Per esempio, non mi risulta che nessuno dei 52.500 piloti dell'Air Line Pilots Association statunitense abbia mai espresso sostegno alla tesi dell'esistenza delle "scie chimiche". Nessun meteorologo si è espresso pro-scie, ma molti lo hanno fatto per chiarire che il fenomeno è un abbaglio.

Lei, nella sua esperienza di pilota, ha mai visto con i suoi occhi una scia persistente alle quote (2000 m o meno) asserite dai sostenitori delle "scie chimiche"?


Quindi, che cosa dovrei fare? Perdere ore preziose per raccogliere e catalogare tutto il materiale in mio possesso, allo scopo di ribattere punto per punto alle innumerevoli questioni inerenti materie come la meteorologia, il clima, l’aerodinamica, la chimica, la biologia, la geologia, la nanotecnologia, l’elettronica, la geopolitica, l’economia, etc., tutte fondamentali per una comprensione del complesso fenomeno delle scie chimiche nella sua interezza?

No. Basterebbe cominciare da un punto singolo, molto semplice: le "scie chimiche" esistono? Che prove ci sono? Se le prove reggono, allora discutiamo di tutto il resto. Ma è da qui, a mio avviso, che dobbiamo partire.

Dovrei aggiungermi al gioco di coloro che sottoponendo minuziosamente a scrutinio ogni singolo albero per trovare quello da abbattere, nemmeno si accorgono della foresta che li circonda?

Personalmente ritengo manchi ancora un elemento di prova fondamentale per dirimere una volta per tutte la questione delle scie chimiche, e mi sto adoperando per ottenerlo. Quando ne potrò disporre, sarò lieto di aprire una discussione con lei a tal proposito, così da focalizzarci su una questione specifica ma potenzialmente risolutiva. Spero proprio di riuscire a concretizzare tutto entro l’anno in corso.


Interessante. Le posso chiedere qual è quest'elemento?


Dati i precedenti, non mi aspetto in ogni caso un suo ripensamento sulla questione. Dai suoi facili sarcasmi, mi sembra di capire che il suo scetticismo spazia virtualmente in ogni ambito dello scibile umano. Beato lei che è confortato dalle certezze della “scienza”: io l’unica certezza che ho è quella di non averne.

Tutt'altro, Sig. Bosco. Di fronte a prove inoppugnabili, io sarei disposto a cambiare idea, come lo è la comunità tecnica. Io non rifiuto i fatti: chiedo solo che siano ben dimostrati. Non confonda lo scetticismo con la cautela e la certezza con la prudenza. La massa delle evidenze scientifiche, finora, indica che è ragionevole affermare che le "scie chimiche" non esistono. Ma il metodo scientifico impone che, di fronte a dimostrazioni inoppugnabili di un fenomeno, tale fenomeno venga accettato come scientifico. Questo finora non è successo, ma se avvenisse, sarei il primo a ripensare la mia posizione.

Sono semmai i sostenitori dell'esistenza delle "scie chimiche" che dimostrano certezze incrollabili e arrivano ad affermare che le foto di contrail pre-1990 sono falsi e che persino Life li commette per mascherare la cospirazione. Lei condivide queste posizioni?

Le chiedo, in conclusione, il consenso alla pubblicazione della sua cortese risposta. Anche se lei ha per ora detto di no a un dibattito, credo sia giusto che i nostri lettori sappiano che il dialogo è possibile e che c'è disponibilità da parte sua e interesse a fare sperimentazione per dirimere la questione, e questi sono atteggiamenti lodevoli e costruttivi.

Cordiali saluti

Paolo Attivissimo


Il riferimento alla celeberrima rivista Life riguarda alcune fotografie di scie di condensazione pubblicate negli anni Quaranta, come quest'immagine tratta dall'edizione del 20 dicembre 1944, consultabile qui, e scattata da George Silk durante la Battaglia delle Ardenne:




La foto è disponibile anche sul sito Internet della storica rivista:



E non è l'unica immagine di questo genere:





Ecco uno dei vantaggi della formula del dibattito via mail: la possibilità di reperire e presentare con calma le immagini e i documenti che sostengono la propria tesi. Naturalmente anche Tom Bosco potrà fare altrettanto.


11 maggio 2009


Egregio Paolo Attivissimo, può senz'altro procedere a pubblicare la mia precedente comunicazione. Non appena troverò il tempo, cercherò di rispondere come posso almeno alle questioni che sta sollevando in questa sede.

Cordiali saluti

Tom Bosco/NEXUS


31 maggio 2009


Il 28 maggio Tom Bosco ha inviato la sua risposta alle mie considerazioni. Il dibattito prosegue quindi in quest'articolo.

martedì 12 maggio 2009

Nubi insolite ma naturali: archi circumorizzontali

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.


Quella mostrata qui sopra non è la scia di una sostanza chimica irrorata da un aereo, ma un arco circumorizzontale. Secondo l'Astronomy Picture of the Day, che ha segnalato questa foto scattata in Ohio da Todd Sladoje ai primi di maggio del 2009, i cristalli di ghiaccio nei cirri lontani agiscono come piccolissimi prismi che rifrangono la luce del sole scomponendone i colori.

L'arco circumorizzontale è un fenomeno piuttosto raro, perché il sole deve essere ad almeno 58 gradi sopra l'orizzonte e devono essere presenti dei cirri nei quali i cristalli esagonali di ghiaccio devono essere allineati prevalentemente in direzione orizzontale.


2009/05/17: correzione


L'Astronomy Picture of the Day ha pubblicato una correzione: aveva inizialmente identificato l'immagine come una nube iridescente, un fenomeno non molto frequente di diffrazione e rifrazione che si verifica quando una nube sottile di goccioline d'acqua di dimensioni pressoché uniformi viene illuminata dal sole con l'angolazione giusta.

Parlano gli esperti veri: Dario Giaiotti

Dario Giaiotti è un fisico in servizio presso l'Osservatorio Meteorologico Regionale (OSMER), Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente del Friuli Venezia Giulia. Il suo curriculum è qui.

[...] negli ultimi anni è aumentata la frequenza con la quale i mezzi di informazione hanno trattato l’argomento delle “scie chimiche”. A mio avviso tale aumento deriva dall’aura di mistero che è stata attribuita a questo fenomeno ottico che si manifesta spesso al passaggio di aerei a reazione nella bassa atmosfera. Come è sempre accaduto sin dai tempi più antichi i fenomeni appariscenti, che sono sotto gli occhi di tutti o ben noti, ma la cui spiegazione non è intuitiva o non è data per assodata e incontrovertibile dall’opinione pubblica, si prestano a interpretazioni tra le più disparate, sovente fantasiose o quantomeno non verificabili. È mia convinzione che le voci così diffuse sul questo fenomeno siano dovute proprio a questo tipo di interpretazione.

Pur avendo una mia convinzione sulla natura delle scie, non sono in grado di screditare o avvalorare oggettivamente le diverse congetture secondo le quali sarebbero lasciate in cielo dagli aerei nel tentativo di modificate il clima o quant’altro, per questo motivo piuttosto che rispondere direttamente al quesito preferisco suggerire alcuni temi di riflessione.

Per prima cosa, se fosse in atto un complotto per un’azione così rilevante e se ciò fosse anche evidente alla comunità scientifica – data la facile verifica, attraverso misure oggettive o con valutazioni qualitative e di principio -, la risposta alla sua domanda sarebbe già stata diffusa in ogni angolo del pianeta con tutta potenza di cui sono capaci i mezzi mediatici moderni. Evidentemente così non è, ma questo non deve limitarci nel ragionare sul tema.

Innanzitutto cosa sono le scie che si vedono in cielo dietro un aereo? La risposta più semplice è che si tratta di un fenomeno visibile, cioè di luce che proviene dalle scie in virtù della quale possiamo vederle. Per quanto si sa e tenendo conto dei meccanismi fisici che emettono radiazione, possiamo concludere che le scie sono visibili grazie alla riflessione della luce solare. Per molte delle scie osservate sappiamo che ciò che vediamo, grazie al fenomeno della condensazione, è vapore acqueo presente nell’atmosfera, in forma di goccioline o di cristalli di ghiaccio. Questa condensazione è stimolata dai gas di scarico dei motori, oppure dal rilascio di carburante per questioni di sicurezza.

Si tratta quindi di vere e proprie nuvole artificiali. Ma perché le scie hanno molte forme, colori svariati e tempi di permanenza diversi? Dato che le scie sono delle nuvole, la stessa domanda vale per le nubi. Le nubi modificano la loro forma a seconda dei venti, della temperatura e della presenza di corpuscoli microscopici presenti nell’aria, che possono essere naturali come sali, pollini, polveri, o altro, oppure artificiali, per esempio i residui delle combustioni delle attività industriali e così via. Il colore delle nubi inoltre varia a seconda della loro illuminazione, spessore ed esposizione ai raggi solari. Se applichiamo queste considerazioni alle scie lasciate dagli aerei, non dovremmo meravigliarci della loro molteplicità di forme, colori e tempi di persistenza in cielo.

Purtroppo tutte queste considerazioni non dicono nulla sulle sostanze emesse dall'aereo che hanno prodotto la scia o nube, che dir si voglia. Ci vorrebbero delle misure per accertare se… Accertare che cosa? Dipende dall’ipotesi che desideriamo verificare. Se si tratta dei risultati della combustione del motore montato sull’aereo che ha prodotto le scie, essi possono essere sicuramente forniti dalla casa costruttrice del motore, quindi non serve andarli a misurare in cielo dietro l’aereo che li produce, se si tratta del carburante non utilizzato e che viene rilasciato nell’aria, anche questo è noto.

E se si trattasse proprio di sostanze misteriose, allo scopo di controllare i fenomeni climatici, sostanze che non centrano con i motori degli aerei? Se tutte scie osservate avessero tale causa sarebbe necessario che ciascun aereo avesse un serbatoio supplementare che dovrebbe essere ricaricato periodicamente. Oppure queste sostanze potrebbero essere immesse e mescolate con il carburante, e successivamente espulse come scarto della combustione.

In entrambi questi casi, visto che le scie si osservano su tutte le rotte mondiali, quante compagnie aeree e/o quanti fornitori di carburante dovrebbero essere coinvolti? Se anche una sola non fosse coinvolta, lo si potrebbe facilmente verificare monitorando gli aerei di quella compagnia rispetto alle altre.

E per quanto riguarda il controllo climatico? Oggigiorno centinaia di scienziati lavorano e discutono sugli scenari futuri del clima, anche come conseguenza dell’inquinamento ambientale causato dall’uomo. Questi scienziati sono d'accordo su quali saranno gli andamenti generali del clima dei prossimi decenni, ma hanno anche evidenziato che esiste un’ampia incertezza sui dettagli, in particolare sugli aspetti quantitativi, per esempio di quanto aumenterà la temperatura nei diversi luoghi del pianeta, come e quanto varieranno precipitazioni e venti, ecc.

Considerando queste incertezze, quale persona o gruppo di persone assennate investirebbe le risorse che potrebbero giustificare il gran numero di scie osservate senza sapere in che quantità, quando e in che luogo la loro azione si concretizzerà? Di motivazioni per giustificare tentativi di cambiare il clima a piacere se ne possono trovare in abbondanza, ma ogni volta dobbiamo valutarne la verosimiglianza e la congruenza con i fatti concreti che abbiamo a disposizione. Per esempio, l’aumento delle scie degli aerei fotografate o osservate negli ultimi anni sono proporzionali all’incremento del numero di voli effettuati?

Non ho potuto dare una risposta precisa alla domanda che lei ha proposto, ma spero che queste riflessioni la possano aiutare a vagliare la gran mole di informazioni e soprattutto di spiegazioni proposte per le scie lasciate dagli aerei.

Immagino anche che, nonostante non abbia espresso palesemente la mia opinione, avrà di sicuro compreso quanto io consideri verosimile l’ipotesi di un complotto per la modifica del clima.

– da Scie chimiche: un'altra spiegazione,
pubblicato presso Sissa.it,
5 dicembre 2007.