domenica 31 maggio 2009

Dibattito sulle "scie chimiche" / 2

Tom Bosco ha risposto alla mia tornata di considerazioni nel dibattito sul fenomeno delle "scie chimiche". Sono in vacanza fino a lunedì, per cui per ora mi limito a segnalare l'intervento di Bosco, rinviando commenti e risposte ai prossimi giorni.


1 giugno 2009


Rieccomi rientrato dalle vacanze: pubblico qui sotto integralmente l'intervento di Tom Bosco così come compare oggi sul suo sito, con due sole modifiche:

  • Il testo è stato reimpaginato per chiarezza, aggiungendo le sigle "PA" e "TB" per chiarire chi scrive, ma senza alternarne il contenuto.
  • L'URL dei video, se cifrato in originale e quindi non copiaincollabile qui, è stato sostituito con la versione equivalente non cifrata.

SCIE CHIMICHE: LA STORIA INFINITA...



“Non puoi vedere una cosa se non credi che esista.” – Terry Brooks




O, perlomeno, se non prendi almeno in considerazione la possibilità che possa esistere. Credo che il punto nodale della controversia sia proprio questo: da quanto mi è stato dato di vedere, la fazione degli scettici a oltranza che lei magnificamente rappresenta si è sempre prodigata nel cercare di smontare qualunque questione travalicasse i limiti della cosiddetta “normalità” e mettesse in discussione le fondamenta stesse di quella che definiamo “realtà condivisa”. Capita così che nel calderone delle “leggende metropolitane” da “sbufalare” (personalmente trovo squallido e al contempo maleficamente geniale l’uso di questo neologismo, parte di un preciso e raffinato protocollo di condizionamento psicologico, confezionato ad hoc da gente che conosce bene il proprio mestiere…) trovino pari dignità Wanna Marchi e l’11 settembre, il mago Otelma e le scie chimiche, allo scopo di ingenerare la falsa impressione che il substrato di origine di tutte queste svariate questioni sia riconducibile a null’altro che all’imbroglio, alla frode o alla vera e propria paranoia di alcuni individui.

Vorrei aggiungere che trovo estremamente difficile, in questo preciso momento (28 maggio, ore 15.03), attenermi alle regole di un confronto pacato su questo argomento, tale è il disgusto che provo nel dover stare qui a discutere in maniera "politicamente corretta" sull'esistenza o meno delle cosiddette "scie chimiche" mentre nel cielo sopra la mia testa imperversa un'attività aerea senza precedenti: da stamattina alle 9 (quando il cielo era limpido, azzurro, terso, e non c'era un aereo a pagarlo) è iniziato uno spettacolo tale che definire allucinante non gli rende giustizia. In qualunque momento guardassi il cielo, potevo osservare e contare da un minimo di sei velivoli sino anche a nove-dieci, tutti con le loro belle scie persistenti che si mescolano tra loro. Il cielo è ormai una brodaglia lattiginosa, e io dovrei accettare l'idea di essere un paranoico, che il traffico osservato sia del tutto normale e che quelle siano normalissime scie di condensazione...


Premesso questo, entriamo nel merito delle sue osservazioni.

[PA] […] questo è il nucleo del problema. Lasciamo stare le polemiche personali e i tranelli veri o presunti: che prove ci sono dell'esistenza delle "scie chimiche"? Quelle che sono state presentate finora non sono risultate convincenti e infatti non vengono accettate dalla comunità degli addetti ai lavori. Anzi, molto spesso il lavoro di verifica ha rivelato che si tratta di errori o di falsi.

Scusi, Attivissimo, ma da chi sarebbe rappresentata questa “comunità degli addetti ai lavori”? Su quali basi costoro hanno espresso le proprie valutazioni? Dando un’occhiata ai vari argomenti a sostegno della realtà del fenomeno delle “scie chimiche”, tutti presumibilmente analizzati, spiegati e destituiti da qualsiasi fondamento proprio nel suo sito, ho trovato affermazioni sorprendenti, quando non addirittura fuorvianti, di questi sedicenti “addetti ai lavori”, come questa:

2.08. Dai radiosondaggi si può capire se sussistono le condizioni per la formazione o la persistenza delle scie?
No. Quest'idea nasconde una serie di passaggi logici dati per scontati che vale la pena esaminare. I radiosondaggi sono misurazioni eseguite da pochissimi centri meteorologici in Italia, tramite il lancio di palloni equipaggiati con sonde. Tali sonde salgono fino a quote molto alte (anche 30.000 m) e forniscono al centro di controllo a terra i dati di temperatura, umidità e pressione lungo tutto il loro percorso. Per poter esaminare i dati delle radiosonde e capire se la formazione delle scie di condensazione è possibile, dovrebbero essere veri almeno tre assunti principali:
1. I radiosondaggi dovrebbero offrire misure perfette ed esenti da errori;

2. I valori dei radiosondaggi non dovrebbero variare significativamente a distanza di molti chilometri e di molto tempo dal punto e dall'ora di misurazione;
3. Le condizioni di formazione da confrontare dovrebbero permettere, con precisione assoluta, di definire se la scia di condensazione si formerà o meno.
Nessuno di questi tre assunti è vero:
1. I radiosondaggi, come ogni strumento, commettono errori spesso abbastanza vistosi; siccome viene usata una sola sonda, non è possibile fare un trattamento statistico dei dati cercando di avvicinarsi al valore vero.

2. Come si è già detto, la variabilità delle condizioni atmosferiche è molto alta: una misura puntuale non può in alcun modo fornire con precisione la situazione in quota, né il variare di tale situazione col passare del tempo.

3. Le condizioni teoriche per predire la formazione derivano da modelli che sono semplificazioni delle reali condizioni e che sono tutt'altro che infallibili nelle loro previsioni, soprattutto se si cerca di usarli senza saperlo fare e senza conoscerne caratteristiche, limiti e fallibilità.

Straordinario. Questo significa che quando, come pilota, io compilerò un piano di volo basandomi su questi dati atmosferici relativi alle varie quote, non dovrò darmi troppa pena per cercare di capire se, ad esempio, incontrerò o meno condizioni favorevoli alla formazione di ghiaccio sulle ali, o un forte vento in prua che potrebbe farmi consumare molto più carburante del previsto e addirittura impedirmi di giungere a destinazione, perché “la variabilità delle condizioni atmosferiche è molto alta”. Detta in altre parole, le tecniche di pilotaggio e navigazione che vengono tuttora insegnate nelle scuole di volo in tutto il mondo sono una semplice approssimazione, quando non una perdita di tempo, dato che comunque le condizioni climatiche in quota sarebbero una sorta di esercizio statistico, quando non un terno al lotto. Fortuna vuole (e i sedicenti esperti hanno convenientemente dimenticato di citare questo fatto) che la raccolta e l’interpretazione dei dati atmosferici relativi alle varie quote e rotte si basano anche sulle informazioni fornite dai piloti in volo, il che garantisce che i bollettini relativi alle condizioni presenti in quota siano regolarmente aggiornati e quindi ragionevolmente accurati.

[PA] Posso chiederle qual è la sua "best evidence" dell'esistenza del fenomeno?

Direi proprio quella che il passo citato sopra cerca convenientemente di smontare: il fatto che in innumerevoli circostanze un numero spropositato di velivoli si trovassero ad emettere lunghe scie persistenti occupando uno spazio di cielo che in quel momento, stando ai dati forniti dagli enti preposti, non offriva condizioni meteorologiche favorevoli alla formazione di scie di condensazione. A maggior ragione quando alcuni di questi velivoli, occasionalmente, si trovavano a quote considerevolmente inferiori alle minime necessarie a innescare detto fenomeno (fatto del quale sono stato personalmente testimone svariate volte).

Uno di questi casi è ben documentato da questo breve video, girato nei dintorni di Torino il 6 ottobre 2003, del quale posseggo la versione integrale che offre certamente una migliore qualità e definizione:

video video


Mi sembra del tutto evidente (anche basandomi sulle dichiarazioni dell’operatore che ha effettuato la ripresa), che il velivolo inquadrato sta volando a una quota considerevolmente inferiore ai canonici 8.000+ metri… Si può notare come esso emetta delle scie piuttosto persistenti lungo l’intero bordo di uscita delle due semiali. Naturalmente, anche in questo caso ognuno vedrà quello che vuole vedere, come chi tira in ballo trecce di Berenice e altri effetti di condensazione aerodinamica che potrebbero teoricamente spiegare il fenomeno osservato (ma non certo la lunghezza delle scie emesse dall’aereo in questione), però le condizioni meteo di quel giorno non lo giustificano.

[PA cita TB] Esiste in rete una mole di documenti, brevetti, analisi, discussioni, tale che chiunque sia dotato di sano buonsenso e un minimo di volontà e intelligenza potrà valutare e discernere come stiano realmente le cose.

[PA] Ecco, io le chiederei di indicarmi questi documenti, che lei già conosce e che quindi non dovrebbero comportarle troppo impegno.

Scusi, ma a questo punto mi sento preso in giro: lei conosce benissimo questi documenti, riportati in tutti i principali siti che si occupano del fenomeno delle scie chimiche.

Brevetti potenzialmente collegati al fenomeno delle scie chimiche (ho selezionato i più interessanti):
US PATENT 4,948,050 (Picot)
US PATENT 4,412,654 (Yates et al.)
US PATENT 3,813,875 (Paine et al.)
US PATENT 6,315,213 (Cordani)
US PATENT 5,003,186 (Chang et al.)
US PATENT 3,899,144 (Werle et al.)

Il brevetto del sistema HAARP (elemento fondamentale per il progetto che segue)
US PATENT 4,686,605 (Eastlund)

Possedere il Clima entro il 2025

Lo Space Preservation Act 2001, dove compare proprio il termine "chemtrails"

Questi sono due documenti davvero illuminanti:

Modificazione del Clima

Riscaldamento Globale

Per ulteriori documenti, suggerisco le seguenti pagine web: 1, 2

Comunque sia, persino la RAI ha confermato l'esistenza di queste "scie chimiche", sebbene lo abbia fatto parlando di quelle russe (scie comuniste!)

[PA cita TB] Per quanto mi riguarda, io vedo quello che vedo, e in questo sono spalleggiato da persone estremamente qualificate, come un ingegnere aeronautico, un ex-pilota da caccia, o un biologo di sua conoscenza: ma da quello che ho letto sul suo blog, non mi sembra che lei o i suoi sodali abbiate mostrato il benché minimo rispetto nei suoi confronti e verso le argomentazioni da lui presentate

[PA] Posso chiedere quali sono le argomentazioni tecniche dell'ingegnere aeronautico e dell'ex pilota?

L’ingegnere aeronautico penso lo conosca bene; si tratta dell’ing. Luigi Fenu, che ha scritto questo interessante articolo di contestazione a un discutibile servizio pubblicato dalla rivista Focus, nonché un'interessante presentazione PowerPoint sulle scie di condensazione.

L’ex pilota è un ufficiale dell’AMI con più di trent’anni di servizio, il quale si è definitivamente convinto della natura anomala di queste scie quando ne ha osservata una lunga, densa e persistente scorrere a fianco del monte Terminillo (mi sembra si trattasse del Terminillo) e se lei verifica, questa cima raggiunge i 2217 metri (fosse anche stato il Gran Sasso, 2912 metri, rimaniamo abbondantemente al di sotto dei 3000 metri). Ritengo che un professionista con migliaia di ore di volo al suo attivo sappia interpretare correttamente il fenomeno alla luce della propria esperienza.

[PA] Per quanto riguarda il biologo, presumo lei si riferisca al Dott. Pattera. Non si tratta di rispetto: si tratta di fatti. Il dottor Pattera fa affermazioni errate, rifiuta l'evidenza dei fatti documentati dalla letteratura e dileggia chi gli fa notare i suoi errori portando fatti a supporto. Questo è un comportamento che non induce al rispetto. Mi riferisco alla questione dei cosiddetti "ragni migratori", che spiegano alcuni fenomeni apparentemente legati alle cosiddette "scie chimiche": Pattera ne nega l'esistenza. Ma la loro esistenza è documentata dai tempi di Darwin e basta una sfogliata al Journal of Arachnology per trovare la letteratura specialistica che ne conferma la dispersione anche oltre 5000 m d'altitudine…



Ammettiamo pure l’esistenza di questi “ragni migratori”: quali prove potete fornire a sostegno di questa ipotesi di lavoro? Le analisi del Dr. Pattera mi sembra evidenziassero una componente artificiale nei campioni da lui esaminati. In questo caso, mi sembra siate voi in difetto. E poi, Pattera non è l'unico ad aver presentato documentazione al riguardo: 1, 2.


[PA cita TB] …né ho motivo di pensare che tale atteggiamento sarebbe diverso nei confronti degli altri. Come dicevo, “per ogni esperto, esiste un esperto uguale e contrario”.

[PA cita TB] Su questo mi permetto di dissentire. Non c'è nessun paper di letteratura specialistica che confermi le tesi del dott. Pattera o delle "scie chimiche" in generale. La stragrande maggioranza degli addetti ai lavori conferma che le "scie chimiche" sono semplici contrail male interpretate da persone non esperte. Non si tratta di "uguale e contrario": si tratta di un'esigua minoranza di non esperti contro un enorme numero di esperti. Per esempio, non mi risulta che nessuno dei 52.500 piloti dell'Air Line Pilots Association statunitense abbia mai espresso sostegno alla tesi dell'esistenza delle "scie chimiche". Nessun meteorologo si è espresso pro-scie, ma molti lo hanno fatto per chiarire che il fenomeno è un abbaglio. Lei, nella sua esperienza di pilota, ha mai visto con i suoi occhi una scia persistente alle quote (2000 m o meno) asserite dai sostenitori delle "scie chimiche"?

Non a 2000 metri o meno, ma sicuramente tra i 2500 e i 3000. La prima volta, e la più eclatante, è stato nel maggio del 1999, intorno a Rovigo. Due velivoli su rotte parallele, separati da circa 5 miglia nautiche, da est verso ovest. Uno spettacolo che non dimenticherò mai.

[PA cita TB] Quindi, che cosa dovrei fare? Perdere ore preziose per raccogliere e catalogare tutto il materiale in mio possesso, allo scopo di ribattere punto per punto alle innumerevoli questioni inerenti materie come la meteorologia, il clima, l’aerodinamica, la chimica, la biologia, la geologia, la nanotecnologia, l’elettronica, la geopolitica, l’economia, etc., tutte fondamentali per una comprensione del complesso fenomeno delle scie chimiche nella sua interezza?

[PA] No. Basterebbe cominciare da un punto singolo, molto semplice: le "scie chimiche" esistono? Che prove ci sono? Se le prove reggono, allora discutiamo di tutto il resto. Ma è da qui, a mio avviso, che dobbiamo partire.

Bene, mi sembra di aver fornito un argomento piuttosto solido. Sono inoltre convinto che le scie chimiche facciano parte di un sistema integrato per il controllo e la manipolazione del clima, del quale apparentemente l’elemento centrale è il progetto HAARP. In questo mi trovo in totale sintonia col Generale Fabio Mini. Anche il parlamento europeo se ne è preoccupato.

Ritengo inoltre che una delle zone critiche di questo programma sia al largo delle coste atlantiche di Francia e Spagna, in corrispondenza del Golfo di Biscaglia, dove una costante e intensa attività documenta i tentativi (spesso riusciti) di “bloccare” o “deviare” i fronti freddi e umidi in arrivo sul continente europeo. Ho ascoltato più di una testimonianza diretta da passeggeri in volo sull'Atlantico che parlavano di istruzioni a chiudere tutte le tendine parasole, di giorno e di notte, da parte del personale di volo, proprio in corrispondenza di quest'area. Naturalmente chi ha sbirciato da dietro le tendine ha visto coi propri occhi qualcosa che rasentava l'incredibile...

Sulle eventuali ragioni di tale programma, posso senz’altro rimandare al famoso documento “Possedere il Clima entro il 2025” redatto dall’USAF, che ho citato sopra e che lei senz’altro conosce bene.

[PA cita TB] Personalmente ritengo manchi ancora un elemento di prova fondamentale per dirimere una volta per tutte la questione delle scie chimiche, e mi sto adoperando per ottenerlo. Quando ne potrò disporre, sarò lieto di aprire una discussione con lei a tal proposito, così da focalizzarci su una questione specifica ma potenzialmente risolutiva. Spero proprio di riuscire a concretizzare tutto entro l’anno in corso.

[PA] Interessante. Le posso chiedere qual è quest'elemento?

Quello che avrebbero dovuto raccogliere gli enti preposti con mezzi appositi, se davvero avessero voluto dirimere la questione una volta per tutte, e che nonostante le sollecitazioni di migliaia di cittadini non hanno fatto. Un campionamento dell’atmosfera in quota, in concomitanza col verificarsi del fenomeno in questione.

[PA cita TB] Dati i precedenti, non mi aspetto in ogni caso un suo ripensamento sulla questione. Dai suoi facili sarcasmi, mi sembra di capire che il suo scetticismo spazia virtualmente in ogni ambito dello scibile umano. Beato lei che è confortato dalle certezze della “scienza”: io l’unica certezza che ho è quella di non averne.

[PA] Tutt'altro, Sig. Bosco. Di fronte a prove inoppugnabili, io sarei disposto a cambiare idea, come lo è la comunità tecnica. Io non rifiuto i fatti: chiedo solo che siano ben dimostrati. Non confonda lo scetticismo con la cautela e la certezza con la prudenza. La massa delle evidenze scientifiche, finora, indica che è ragionevole affermare che le "scie chimiche" non esistono. Ma il metodo scientifico impone che, di fronte a dimostrazioni inoppugnabili di un fenomeno, tale fenomeno venga accettato come scientifico. Questo finora non è successo, ma se avvenisse, sarei il primo a ripensare la mia posizione.

Qui ci troviamo in un paradosso alla Comma 22: “Non esistono studi scientifici che attestino l’esistenza delle scie chimiche, quindi predisporre uno studio mirato a dimostrarne l’esistenza non è necessario.” A me sembra che tutta la letteratura scientifica alla quale fa riferimento parta sempre e comunque dal presupposto che si tratti di scie di condensazione, ma non ho mai visto alcun elemento che provi categoricamente che si tratti solo ed esclusivamente di questo fenomeno naturale, dato che certi meccanismi fisici sono comuni a entrambe le modalità (ad esempio, i nuclei di condensazione). Questo perché non è mai stato avviato un programma di ricerca (se escludiamo i tanto vituperati ricercatori indipendenti…) volto ad indagare la presenza o meno di particolato metallico in quota, come affermano i sostenitori della tesi “chimica”. E non mi si venga a citare il ridicolo test sul carburante avio presentato da Discovery Channel: dove sta scritto che gli eventuali composti chimici verrebbero nebulizzati attraverso gli scarichi della turbina?

[PA] Sono semmai i sostenitori dell'esistenza delle "scie chimiche" che dimostrano certezze incrollabili e arrivano ad affermare che le foto di contrail pre-1990 sono falsi e che persino Life li commette per mascherare la cospirazione. Lei condivide queste posizioni?

Mi sembra di aver già risposto alla questione delle foto di Life, e anche alla questione delle certezze incrollabili. Non nego vi siano degli eccessi intorno alla controversia delle scie chimiche, ma mi sembra siano equamente ripartiti da ambo le parti. Ad esempio, come devo interpretare secondo lei questa foto del suo sodale “Peyote” che ho trovato in rete?



[PA] Le chiedo, in conclusione, il consenso alla pubblicazione della sua cortese risposta. Anche se lei ha per ora detto di no a un dibattito, credo sia giusto che i nostri lettori sappiano che il dialogo è possibile e che c'è disponibilità da parte sua e interesse a fare sperimentazione per dirimere la questione, e questi sono atteggiamenti lodevoli e costruttivi.

Mi auguro che le sue parole siano sincere, data l’assoluta serietà della questione. Da quanto ho visto e letto sinora, mi permetto di essere piuttosto scettico, ma sempre pronto a rivedere la mia posizione. Naturalmente non mi aspetto che questo mio sintetico intervento possa indurla a rivedere la sua. È proprio il nostro approccio che è diametralmente opposto: il suo è caratterizzato da uno scientismo riduzionista che cerca di scomporre tutto in fattori spiegabili razionalmente; il mio è di tipo più olistico, onnicomprensivo. Sarà una deformazione professionale dovuta al fatto di dirigere da anni una rivista che si chiama NEXUS, che in latino significa “nesso”. In altre parole, un modello informativo che si propone di trovare e mostrare connessioni fra elementi apparentemente slegati fra loro.

In conclusione, sono più che convinto che presto il corso degli eventi renderà inequivocabilmente giustizia a molti argomenti attualmente oggetto di controversie. In realtà sta già accadendo, ma non ne abbiamo ancora una chiara percezione a causa di un modello culturale sorpassato e a un sistema mediatico ancora troppo supino a certi interessi di parte che vorrebbero che tutto continuasse a rimanere com’è. Ma si sta sempre più avvicinando il momento in cui ognuno di noi dovrà scegliere da che parte stare.

Io la mia scelta l’ho già fatta da tempo, e a quanto pare questo vale anche per lei. Mi auguro che, indipendentemente dalle reciproche posizioni, si possa mantenere quanto meno un atteggiamento rispettoso nei confronti di quelle altrui. Comunque sia, ho apprezzato i toni civili entro i quali, almeno per il momento, siamo riusciti a confinare questa discussione. Qualora si rendesse necessario, la riprenderemo, anche se preferirei fosse in presenza di elementi radicalmente nuovi, che siano a favore o a sfavore di un'ipotesi o dell'altra. Se siamo qui ancora a discutere sulla realtà del fenomeno o sulla bufala, un motivo ci sarà pure... e personalmente ho le idee piuttosto chiare in proposito.

Qui di seguito, alcune foto col relativo commento.



Una classica "griglia" di scie al tramonto. Scie di condensazione, o qualcos'altro?


Due esempi fotografici di fronte ai quali trovo davvero grottesco sentir parlare di normali "scie di condensazione"...


Dificile pensare che in aerovia il traffico civile segua rotte di questo tipo...



...mentre in questo caso e in quello successivo, a giudicare dai raggi di virata così stretti...


...si tratta senz'altro di velivoli militari relativamente piccoli: caccia o caccia-bombardieri.


Un MD-80 in versione "sprayer": si noti la corposa scia emessa lungo l'intero bordo di uscita delle semiali...


Scie di condensazione? Ci vuole una bella dose di fantasia e di coraggio per pensare che del semplice vapore acqueo possa produrre effetti del genere...


Ho sentito tirare in ballo effetti di condensazione "aerodinamica" per foto come questa. Non nego affatto che possano prodursi, ma così lunghi e persistenti?


Oooops... un aereo lascia la scia e l'altro invece no. Due porzioni di atmosfera "separate in casa"?


Un altro esempio di atmosfere diverse in uno spazio ristretto. Stando a un comandante Swissair che ha commentato questa foto, la cosa è possibile ma in questo modo estremamente improbabile, per non dire impossibile. È più verosimile l'esaurimento di un serbatoio e il passaggio ad un altro, o qualcosa del genere...


Normali scie di condensazione? Davvero?


Esempi di anomale rifrazioni dovute al particolato rilasciato dalle solite "scie chimiche"...


Una "mammatus", formazione nuvolosa teoricamente piuttosto rara ma, chissà perché, sempre più frequente in numerose località del vecchio e del nuovo continente...


Modificazione elettromagnetica del clima? I meteorologi cos'hanno da dire in proposito?