lunedì 1 dicembre 2014

Le “rivelazioni” all'ONU di Rosalind Peterson

Ci sono siti come questo che affermano che “l'ONU denuncia le scie degli aerei” e citano le dichiarazioni di Rosalind Peterson, asserendo che si tratta di rivelazioni sulle “scie chimiche”.

I fatti sono ben diversi, come spiegato presso Metabunk: il video non è nuovo (risale al 2007), non mostra una dichiarazione dei membri dell'ONU ma semplicemente un convegno tenutosi presso la sede dell'ONU, e soprattutto la Peterson non denuncia le “scie chimiche”, ma l'effetto climatico delle normali scie di condensazione.

domenica 2 novembre 2014

Scie degli aerei dallo spazio

Dalla Stazione Spaziale Internazionale, a circa 400 km di quota, le scie di condensazione degli aerei si vedono bene. Guardate questa foto scattata recentemente dall'astronauta Reid Wiseman nel Mediterraneo e da lui pubblicata su Twitter:


Grazie al talento di geolocalizzazione di FabioGhibli, la foto risulta scattata qui: si scorge la costa sud-occidentale della Corsica. Sovrapponendo la foto alle immagini di Google Earth possiamo stimare la lunghezza della porzione visibile della scia: circa 16 chilometri.




Considerato che un aereo di linea viaggia a circa 800 km/h, ossia 13,3 km/minuto, la scia nella foto è il risultato di poco più di un singolo minuto di volo.

Come fa un aereo a contenere abbastanza sostanze chimiche da rilasciare una scia così lunga? Gli sciachimisti non sanno rispondere.

Eppure la soluzione è semplice: è una scia di condensazione d'acqua, non di veleni o roba strana. Si tratta dell'acqua già presente in atmosfera (più una piccolissima quantità d'acqua generata dalla combustione del carburante), che viene aspirata dai motori, compressa, riscaldata e poi scaricata e si raffredda a contatto con l'atmosfera circostante. Questo ciclo la fa condensare, producendo una scia visibile. Tutto qui.

In altre parole, le lunghe scie degli aerei non sono sostanze trasportate a bordo dagli aerei: sono quasi esclusivamente acqua che è già nell'aria.





lunedì 13 ottobre 2014

Scie d'epoca: Why Planes Make Vapor Trails (1945)


L'immagine qui sopra è tratta dalla rivista Popular Science di marzo del 1943, pagina 55, ed è stata segnalata da vespamayer e su Contrail Science. Traduco in particolare una didascalia:

Lo scarico del motore, carico di umidità,
rilasciato in aria già satura lascia
una scia di vapore acqueo o di particelle di ghiaccio.

Questo è il testo dell'articolo: “Gli aerei lasciano nell'atmosfera scie che possono essere rilevate se il ricognitore è sufficientemente veloce, come le tracce lasciate da una preda cercata da un cacciatore. Alcune, specialmente le scie lasciate dallo scarico di un aereo a quote elevate e fredde, persistono per un certo tempo, mentre quelle prodotte dalle estremità delle ali che creano vortici sono non solo visibili ma anche udibili. Entrambi questi tipi di scie di aerei si spiegano con la condensazione. Il vapore acqueo invisibile nello scarico del motore un aereo si condensa in una nuvola visibile quando il vapore è in eccesso rispetto a quanto ne può contenere l'atmosfera. Le scie delle estremità delle ali non aggiungono acqua all'aria, ma man mano che si espandono i loro vortici la temperatura dell'aria al loro interno si abbassa e viene raggiunto il punto di rugiada se i vortici sono sufficientemente potenti e l'umidità è elevata.”

I fenomeni delle scie di condensazione (in particolare della loro persistenza) e delle “trecce di Berenice” erano dunque ben conosciuti già durante la Seconda Guerra Mondiale e non sono affatto una novità moderna, contrariamente a quanto asserito dai sostenitori delle “scie chimiche”.

venerdì 10 ottobre 2014

Un altro esempio di rotta circolare

Ore 15:37 di oggi, Regno Unito: volo decollato da Heathrow



Ore 16:04 di oggi:

mercoledì 1 ottobre 2014

È vero che gli aerei di linea non seguono rotte circolari, come dicono gli sciachimisti? No

I sostenitori delle tesi delle “scie chimiche” affermano spesso che le scie di forma circolare sono una prova delle loro tesi perché gli aerei di linea non hanno motivo di volare in cerchio.

In realtà ce l'hanno eccome: oggi un Airbus A330-203 dell'Air France, il volo AF548/AFR548, ha volato in cerchio per due ore dopo essere partito dall'aeroporto parigino Charles De Gaulle. Probabilmente sta consumando carburante per ridurre il proprio peso abbastanza da poter atterrare. La segnalazione arriva via Twitter da Flightradar24.

flightradar24
#AF548 holding for 2 hours after departure from CDG. Probably burning fuel before return http://t.co/0CdaKNBNAc http://t.co/ZMKEql06Kx
01/10/14 14:03

Questa è l'immagine della sua rotta di volo pubblicata da Flightradar24.


sabato 20 settembre 2014

Come mai esiste una foto di piloti che manifestano contro le “scie chimiche”?

Circola su Internet l'immagine mostrata qui accanto: un'impressionante processione di piloti civili in divisa che reggono cartelli sui quali sono stampate griglie di scie lasciate in cielo dagli aerei. Sulla foto campeggia talvolta la dicitura “Ci rifiutiamo di uccidere i nostri amici e parenti”.

Alcuni dei seguaci della tesi di complotto delle “scie chimiche” l'hanno interpretata come la prova che il complotto è reale e che i piloti non ne vogliono sapere di continuare a fare le presunte irrorazioni clandestine con i loro aerei.

Ma basta una semplice ricerca per immagini simili con Tineye.com o la consultazione di Hoax-Slayer.com per scoprire che la foto è un falso fabbricato da Dees Illustration Studio, un sito specializzato in fotomontaggi a sostegno di qualunque tesi di complotto (compresi gli uomini lucertola).

Dees Illustration ha usato come base una fotografia della protesta dei piloti di linea a New York che si è davvero tenuta il 28 settembre 2011, ma non per protestare contro le “scie chimiche”: per dimostrare contro gli stipendi inadeguati e le condizioni di lavoro precarie dei piloti della Continental e della United.

I cartelli originali, infatti, racconta Forbes, recavano slogan e l'immagine dell'eccezionale ammaraggio d'emergenza nel fiume Hudson di un aereo di linea avvenuto nel 2009 e nel quale il pilota, il capitano Sullenberg, salvò tutti i passeggeri. Ci sono varie foto della manifestazione presso il Daily Mail. Fra queste c'è la versione non manipolata dell'immagine “chimica”.

Credit: Getty Images

sabato 9 agosto 2014

Roberto Germano, direttore delle operazioni di volo di Alitalia, spiega le scie dietro gli aerei

Nella rivista Ulisse dell'Alitalia di agosto 2014, numero 357, c'è un articolo firmato da Roberto Germano, direttore delle operazioni di volo di Alitalia, che spiega come si formano le scie dietro gli aerei: Germano scrive che sono semplicemente “condensazione del vapore acqueo”.

Chi sostiene la tesi delle “scie chimiche” dovrebbe quindi accusare il direttore delle operazioni di volo di Alitalia di mentire e di coprire la cospirazione e insinuare che Alitalia fa parte del grande complotto.

Per chi non può leggere l'immagine della pagina di Ulisse, che è mostrata qui accanto ed è cliccabile per ingrandirla, eccone il testo.

LE CODE DEGLI AEREI

Come si formano le scie di vapore

Chissà quante volte vi sarete chiesti, guardando nel cielo le code che lasciano gli aeroplani, come si formano?

Per spiegarlo dobbiamo partire dall'atmosfera e dai motori. L'atmosfera è la massa gassosa che avvolge la Terra, con temperature diverse, poiché i raggi del sole causano un gradiente termico tra i Poli e l'Equatore. I fenomeni meteorologici che si manifestano sono generati da questi moti dell'aria e dalla presenza di vapore acqueo, proveniente dalla superficie degli oceani e dai cicli vitali degli esseri viventi.

Passiamo ora ai motori a reazione che sono composti da:

1. una presa d'aria che cattura e convoglia l'aria esterna;

2. un compressore dove l'aria aspirata raggiunge rapporti di compressione molto elevati;

3. una camera di combustione dove si provoca la combustione (circa 1.000°C) iniettando il kerosene nell'aria compressa;

4. la turbina che sfrutta l'energia dei gas (pressione e temperatura) per l'azionamento del compressore.

I gas che escono dalla turbina vengono poi avviati all'ugello di scarico, qui, subendo un'ulteriore espansione e uscendo a elevata velocità, formano il getto. Questo getto in uscita provoca la spinta in avanti che fa poi muovere gli aerei. È appunto questa massa d'aria calda a formare le “exhaust contrails”. Si tratta di scie che si generano dalla condensazione del vapore acqueo – contenuto nei gas di scarico – al contatto con un'atmosfera estremamente fredda e prossima alla saturazione. La condizione critica per il formarsi delle scie di condensazione è l'alta umidità e la bassa temperatura. Due fattori che troviamo generalmente sopra gli 8.000 metri.

Guardando il cielo, quindi, quando vediamo nello stesso momento un aereo con la scia visibile e un altro senza, lo dobbiamo alla diversa quota di altitudine oppure alle diverse condizioni dell'atmosfera nella quale si muovono.