Dalla Stazione Spaziale Internazionale, a circa 400 km di quota, le scie di condensazione degli aerei si vedono bene. Guardate questa foto scattata recentemente dall'astronauta Reid Wiseman nel Mediterraneo e da lui pubblicata su Twitter:
Grazie al talento di geolocalizzazione di FabioGhibli, la foto risulta scattata qui: si scorge la costa sud-occidentale della Corsica. Sovrapponendo la foto alle immagini di Google Earth possiamo stimare la lunghezza della porzione visibile della scia: circa 16 chilometri.
Considerato che un aereo di linea viaggia a circa 800 km/h, ossia 13,3
km/minuto, la scia nella foto è il risultato di poco più di un singolo minuto
di volo.
Come fa un aereo a contenere abbastanza sostanze chimiche da rilasciare una scia così lunga? Gli sciachimisti non sanno rispondere.
Eppure la soluzione è semplice: è una scia di condensazione d'acqua, non di veleni o roba strana. Si tratta dell'acqua già presente in atmosfera (più una piccolissima quantità d'acqua generata dalla combustione del carburante), che viene aspirata dai motori, compressa, riscaldata e poi scaricata e si raffredda a contatto con l'atmosfera circostante. Questo ciclo la fa condensare, producendo una scia visibile. Tutto qui.
In altre parole, le lunghe scie degli aerei non sono sostanze trasportate a bordo dagli aerei: sono quasi esclusivamente acqua che è già nell'aria.
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domenica 2 novembre 2014
lunedì 13 ottobre 2014
Scie d'epoca: Why Planes Make Vapor Trails (1945)
L'immagine qui sopra è tratta dalla rivista Popular Science di marzo del 1943, pagina 55, ed è stata segnalata da vespamayer e su Contrail Science. Traduco in particolare una didascalia:
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| Lo scarico del motore, carico di umidità, rilasciato in aria già satura lascia una scia di vapore acqueo o di particelle di ghiaccio. |
Questo è il testo dell'articolo: “Gli aerei lasciano nell'atmosfera scie che possono essere rilevate se il ricognitore è sufficientemente veloce, come le tracce lasciate da una preda cercata da un cacciatore. Alcune, specialmente le scie lasciate dallo scarico di un aereo a quote elevate e fredde, persistono per un certo tempo, mentre quelle prodotte dalle estremità delle ali che creano vortici sono non solo visibili ma anche udibili. Entrambi questi tipi di scie di aerei si spiegano con la condensazione. Il vapore acqueo invisibile nello scarico del motore un aereo si condensa in una nuvola visibile quando il vapore è in eccesso rispetto a quanto ne può contenere l'atmosfera. Le scie delle estremità delle ali non aggiungono acqua all'aria, ma man mano che si espandono i loro vortici la temperatura dell'aria al loro interno si abbassa e viene raggiunto il punto di rugiada se i vortici sono sufficientemente potenti e l'umidità è elevata.”
I fenomeni delle scie di condensazione (in particolare della loro persistenza) e delle “trecce di Berenice” erano dunque ben conosciuti già durante la Seconda Guerra Mondiale e non sono affatto una novità moderna, contrariamente a quanto asserito dai sostenitori delle “scie chimiche”.
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