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giovedì 30 ottobre 2008

6.10. Ma non si può analizzare direttamente una scia?

Certamente. Infatti nella letteratura scientifica si trovano numerosi lavori di analisi delle scie rilasciate dagli aerei. Alcuni risalgono addirittura agli anni Settanta del secolo scorso.

Le scie degli aerei possono essere analizzate chimicamente in vari modi. Quello più ovvio è effettuare prelievi in quota. Si possono anche utilizzare strumenti installati su aerei o satelliti, che rilevano lo spettro di emissione luminosa di una scia, permettendo di conoscerne con precisione la composizione chimica. Si possono anche usare apparati a terra, basati sulla tecnologia LIDAR (Laser Imaging, Detection and Ranging), che permettono di determinare la quota e la composizione di una scia.

Ecco alcuni esempi di pubblicazioni scientifiche dedicate a queste analisi:
  • W.A. Hovis; Infrared Reflectance of High Altitude Clouds; Applied Optics; 1970
  • T.F.Lee; Jet Contrail identification using the AVHRR Infrared Split Window; J. Appl. Meteor.; 1988
  • D. Atlas; Contrails to Cirrus; J. Appl. Meteor.; 2004
  • R. S. Gao; Measurements of relative humidity in a persistent contrail; Atmospheric Environment; 2006
  • A. Petzold; Elemental composition and morphology of ice-crystal residual particles in cirrus clouds and contrails; Atmospheric Research; 1998
  • B. Karcher; Aviation-Produced Aerosols and Contrails; Survey in Geophysics; 1999
  • C. H. Twohy; Electron microscope analysis of residual particles from aircraft contrails; Geophysical Research Letters; 1998

In altre parole, la tecnologia per effettuare una volta per tutte un'analisi diretta su una presunta "scia chimica" c'è. Basta volerla usare.

Va detto, inoltre, che in nessun caso le analisi elencate qui sopra hanno trovato le sostanze asserite dai sostenitori delle "scie chimiche".

Maggiori dettagli su queste analisi sono disponibili in questo articolo di Simone Angioni.

6.09. Cosa dicono gli esperti a proposito delle “scie chimiche”?

Nessuno degli esperti di settore (piloti e meteorologi), a quanto risulta, sostiene documentatamente l'esistenza delle “scie chimiche”. Tutte le asserzioni della loro esistenza provengono da persone che non hanno competenza professionale nel campo dell'aviazione d'alta quota o nella meteorologia.

Ci sono però alcune dichiarazioni di meteorologi che secondo i sostenitori della tesi delle “scie chimiche” sarebbero conferme dell'esistenza del fenomeno.


Le smentite degli esperti


Molti di questi esperti hanno anzi dichiarato molto esplicitamente che le “scie chimiche” sono una bufala:


La dichiarazione di Domenico Azzone


È stata resa pubblica una lettera di Domenico Azzone, tecnico in congedo del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare Italiana, indirizzata alla rivista Nimbus citata qui sopra. In questa lettera Azzone afferma che "non tutte le Scie di Condensazione rilasciate dai velivoli (militari e/o civili) sono tutte normali, almeno a far data dalla fine degli anni ’70 inizio anni ’80 del secolo ventesimo". Questa potrebbe essere interpretata come una dichiarazione autorevole a sostegno dell'esistenza delle “scie chimiche”. Azzone, però, non porta alcuna prova concreta di quest'asserzione, ma solo le proprie impressioni visive. Inoltre la sua dichiarazione contraddice chi sostiene che le scie anomale sono iniziate negli anni Novanta.


La dichiarazione del meteorologo Karsten Brandt della TV tedesca RTL


Viene spesso citato un video, tratto dall'emittente tedesca RTL, nel quale (stando alla traduzione italiana nei sottotitoli aggiunti dai sostenitori delle “scie chimiche”) il meteorologo tedesco Karsten Brandt parlerebbe di “scie chimiche” rilasciate sopra la Germania (video).

In realtà Brandt parla di Düppel, che è il termine usato in tedesco per indicare il chaff, ossia le striscioline metallizzate usate dagli aerei militari per accecare momentaneamente i radar nemici e rilasciate, nel caso descritto dalla TV tedesca, durante un'esercitazione.

Si tratta di un'attività comunissima, come si vede nell'immagine qui accanto, presente su Wikipedia alla voce Radar jamming e prodotta dall'Istituto Meteorologico Olandese, nella quale la mezzaluna che si estende sopra l'Olanda è proprio frutto di una di queste esercitazioni.

La traduzione fornita dai sostenitori delle “scie chimiche” del servizio di RTL è grossolanamente errata: attribuisce allo speaker le parole “Gli aerei da guerra dell'Esercito Federale Tedesco manipolano il nostro clima.” In realtà in originale lo speaker dice “Kampfflieger der Bundeswehr manipulieren unsere Wetterkarten”, ossia “Gli aerei da guerra dell'Esercito manipolano le nostre cartine meteo.

Sempre secondo la traduzione dei sostenitori delle “scie chimiche”, Brandt affermerebbe che “Possiamo affermare con una percentuale del 97% che si tratta di scie chimiche, contenenti polveri finissime a base di polimeri e di metalli”. In realtà Brandt dice “Wir wissen heute, dass es mit 99,9%iger Sicherheit Düppel waren. Düppel bestehen aus Plastikteilchen mit Metalldampf drauf,” che significa “Oggi sappiamo con una certezza del 99,9% che si trattava di chaff. Il chaff è composto di pezzetti di plastica metallizzata per vaporizzazione.”

Ancora: secondo i sostenitori delle “scie chimiche”, nel servizio verrebbe affermato che “Le registrazioni riportano emissioni di scie chimiche a quote basse”. In originale viene invece detto “Die Aufzeichnungen belegen, dass dabei sehr geringe Mengen von Düppeln ausgebracht wurden,” che vuol dire “I documenti attestano che è stata rilasciata una quantità trascurabile di chaff”.


La dichiarazione del meteorologo Gunther Tiersch della TV tedesca ZDF


Il 14 gennaio 2009, il meteorologo Gunther Tiersch ha dichiarato, durante le sue previsioni meteo sul canale televisivo ZDF, che la mappa radar meteorologica che stava commentando conteneva “linee serpeggianti” che erano state “generate probabilmente di pomeriggio sopra il mare del Nord da alcuni aerei militari a circa 5-6 chilometri di quota” e non avevano “nulla a che fare col tempo” (video).

I sostenitori delle “scie chimiche” affermano che Tiersch stava parlando appunto di “scie chimiche”. Ma se così fosse, non si capirebbe come mai Tiersch parlerebbe così apertamente (addirittura in TV) e con totale disinvoltura di una cospirazione segretissima e inconfessabile per poi proseguire con le previsioni meteo come se nulla fosse.

Infatti esiste un'altra spiegazione molto semplice e più logica delle parole del meteorologo tedesco: la stessa citata sopra, ossia il rilascio di chaff antiradar da parte di velivoli militari, secondo una prassi consueta durante le esercitazioni.


La dichiarazione del meteorologo statunitense Kevin Lollis della KTVL


Nelle sue previsioni meteo per l'emittente statunitense KTVL il 10 aprile 2010, il meteorologo Kevin Lollis ha parlato di bande di copertura nuvolosa che non erano né pioggia né neve ma erano chaff rilasciato da aerei militari (video). I sostenitori delle “scie chimiche” affermano che si tratterebbe di una sorta di ammissione nascosta, ma Lollis è molto chiaro e non sembra affatto a disagio come lo sarebbe chi ammette una cospirazione omicida: più semplicemente, fa riferimento alla propria esperienza militare e dice che appunto a suo parere si tratta di chaff.

6.08. Come mai la NASA dichiara che la quota minima delle scie di condensazione è 8000 metri?

La NASA non dichiara affatto che le scie di condensazione si formano solo oltre 8000 m di quota: dichiara che solitamente (ma non necessariamente) si formano a questa quota e oltre.

I sostenitori della teoria delle "scie chimiche" citano spesso questo documento NASA, Contrail Education, a supporto della loro asserzione. Tuttavia questo stesso documento indica chiaramente che la quota di 8000 m non è affatto tassativa:

Le scie di condensazione sono nubi indotte dall'uomo che solitamente si formano a quote molto elevate (solitamente sopra gli 8 km - circa 26.000 piedi), dove l'aria è estremamente fredda (meno di -40°C). Di conseguenza, le scie di condensazione non si formano quando un aereo decolla o atterra, ma quando è a quota di crociera (si verificano eccezioni in posti come l'Alaska o il Canada, dove l'aria estremamente fredda è presente talvolta vicino al suolo).

Contrails are human-induced clouds that usually form at very high altitudes (usually above 8 km - about 26,000 ft) where the air is extremely cold (less than -40ºC). Because of this, contrails form not when an airplane is taking off or landing, but while it is at cruise altitude. (Exceptions occur in places like Alaska and Canada, where very cold air is sometimes found near the ground.)

[...]

Le scie di condensazione solitamente si formano nella parte più alta della troposfera e nella bassa stratosfera, dove volano normalmente gli aerei a getto, generalmente fra circa 8 e 12 km di quota (circa 26.000-39.000 piedi). Possono anche formarsi più vicino al suolo quando l'aria è molto fredda e contiene umidità sufficiente.

Contrails usually form in the upper portion of the troposphere and in the lower stratosphere where jet aircraft normally fly, generally between about 8 and 12 km altitude (~26,000 to 39,000 feet). They can also form closer to the ground when the air is very cold and has enough moisture.

6.07. Che cosa significano le analisi del suolo sottostante le "scie chimiche", che hanno rivelato quarzo, titanio, alluminio, sali di bario e altro?

Niente. Perché non ha senso fare analisi del suolo, che sta a chilometri di distanza dalla fonte delle presunte scie: è come annusare i piedi a mio cugino per sapere se mi sono lavato i miei.

Non c'è alcuna prova di legame fra queste sostanze e le scie degli aerei. Le sostanze trovate dalle analisi possono provenire da fonti di ogni sorta: per esempio, da una strada vicina, sulla quale transitano veicoli che emettono gas di scarico, o da uno stabilimento industriale. Il vento può portare polveri e particelle su grandissime distanze, come dimostra la sabbia dei deserti africani che talvolta impolvera le auto parcheggiate nelle città italiane.

Molte di queste sostanze, inoltre, sono presenti per ragioni assolutamente naturali: non bisogna farsi spaventare dai loro nomi usati ad effetto dai sostenitori delle "scie chimiche".

  • Il bario, per esempio, è un additivo della carta ed è un componente del vetro, dei mattoni e delle gomme; viene usato in moltissimi processi industriali (fonte). Nella crosta terrestre naturale ce ne sono in media tra i 250 e i 390 mg per ogni kg di terreno (ossia 4 grammi ogni 10 kg), molto più del carbonio, l'elemento di cui tutti noi siamo composti.
  • L'alluminio è un elemento diffusissimo sulla crosta terrestre: ne costituisce dal 7 all'8% (fonte).
  • Il quarzo è un ossido di silicio, e ossigeno e silicio sono rispettivamente il primo e il secondo più diffuso elemento della crosta terrestre.
  • Il titanio è il nono nell'ordine degli elementi della crosta terrestre (viene prima del bario). Mediamente, un kg di terreno ne contiene 6,3 g.

In altre parole, le analisi rivelano che il terreno analizzato è normalissima terra. Non occorre neppure tirare in ballo l'inquinamento.