giovedì 21 maggio 2009

Sciachimisti a Firenze il 22 maggio: aiutiamoli a documentarsi (UPD20090526)

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Domani, venerdì 22 maggio, si terrà a Firenze un convegno dedicato a promuovere l'allarme sulle "scie chimiche". L'incontro si terrà a partire dalle 15 presso la Sala Convegni Villa di Rusciano, via Benedetto Fortini 37.

Interverranno Rosario Marcianò e Giorgio Pattera, già noti a chi segue la materia; l'Assessore all'Ambiente Claudio del Lungo; Antonio Sarpieri, consigliere comunale di Savignano sul Rubicone, "primo comune in Italia ad approvare una mozione sul tema delle scie chimiche"; Angelo Baracca, "docente in fisica presso l'Università di Firenze"; e (via Internet) il docente di fisica Corrado Penna e il deputato Sandro Brandolini, artefice di interrogazioni parlamentari sul tema delle "scie chimiche".

Se avete occasione d'andarci, vi chiederei una cortesia: di aiutare queste persone a documentarsi. Giorgio Pattera, per esempio, è tuttora convinto che i ragnetti migratori portati dal vento (quelli che creano i filamenti apparentemente misteriosi, messi in relazione con le "scie chimiche") non esistano, e crede, insieme a Corrado Penna, che le scie di condensazione vere e proprie siano un fenomeno raro perché è necessaria un'umidità relativa del 70% in atmosfera.

Volete portare loro un po' di documentazione, affinché correggano i loro errori? Non occorre che spendiate l'intero pomeriggio ad ascoltare le loro affermazioni: scaricate e stampate i documenti elencati qui sotto, avvicinateli durante una pausa del convegno e consegnateglieli educatamente, invitandoli a leggerli e spiegandone il contenuto come indicato qui sotto. Se possibile, riprendete la scena e pubblicate il video su Internet.

Perlomeno da quel momento in poi non potranno dire di non essere stati informati.

  • The Formation of Exhaust Condensation Trails by Jet Aircraft, H. Appleman, Bulletin American Meteorological Society, 1953: ancor oggi testo di riferimento per i meteorologi, non solo documenta l'esistenza delle scie di condensazione ben prima degli anni Novanta, ma contiene tabelle che documentano che le scie di condensazione si formano anche con umidità relativa 0% (pubblico soltanto la copertina e le tabelle (una e due) in questione per motivi di copyright)
  • L'Encyclopaedia Britannica, edizione cartacea, Vol. 21, voce "spider", che cita il reperimento di filamenti di ragni migratori a vari chilometri di quota (copertina e citazione).
  • Aerial Dispersal in a Known Spider Population, Eric Duffey, Journal of Animal Ecology, Vol. 25, No. 1, May, 1956, che documenta che la migrazione aerea dei ragni è nota dai tempi di Aristotele e che vengono trovati anche in quota.
  • La lista delle citazioni e delle fotografie di "ragni d'alta quota" nella letteratura tecnica e nei documentari, incluse le immagini de Il Pianeta Vivente (BBC, 1984).
  • La smentita delle "scie chimiche" redatta dai meteorologi di Meteoromagna.
  • Il documento di smentita e spiegazione dei piloti italiani di MD80.it.
  • Le smentite del meteorologo Mario Giuliacci, del pilota Pietro Pallini e del fisico Dario Giaiotti dell'Osservatorio Meteorologico Regionale del Friuli Venezia Giulia.



2009/05/24: il resoconto di chi c'era


Un lettore, Ignis, è stato presente al convegno e mi ha mandato queste note, che pubblico integralmente, con minime modifiche per rimuovere refusi e per impaginarlo. Non essendovi per ora riscontri di terzi o riprese video (fra l'altro vietate dagli organizzatori), pubblico il resoconto con la necessaria riserva che la deontologia professionale m'impone, anche se non ho motivi per dubitare della buona fede di Ignis. I commenti personali di Ignis sono separati dal resoconto indicandoli tra parentesi quadre e in corsivo. Le evidenziazioni sono mie. I miei commenti sono al di fuori dei riquadri azzurri.

Ho preso parte alla conferenza per mera curiosità, con me erano presenti due amici (un ingegnere e un fisico); in talune occasioni (per esempio in occasione di taluni filmati che reputavo di scarso interesse) sono uscito dalla sala per prendere aria (la giornata era calda e umida, maledette scie chimiche), mi scuso quindi con tutti per eventuali refusi ed errori o omissioni.

Scie chimiche, convegno a Firenze, 22 maggio 2009
[NDR: un nemico esiste e se non esiste inventiamolo]

Arrivo presto (14:20), sala quasi vuota, una decina i presenti tra relatori e persone che penso siano parte dell'associazione. Verso le 15:00 la sala si riempie. Sono presenti circa 90-100 persone. Sul tavolo dove siedono i relatori è presente una scatola con su scritto “contributi”. Alla conferenza gente di molte età e “tipo”, fuori anche un furgone di “OSHO”.

Tra i relatori non siede Angelo Baracca, che siede invece defilato vicino alla prima fila di sedie per il pubblico.

Una ragazza apre la conferenza, immagino rappresenti l'associazione. Dice che lo scopo dell'incontro è farci domande e capire cosa succede. Precisa che l'assessorato non ha dato alcun contributo economico, che è vietato fare riprese video e che comunque il video (c'è una telecamera che riprende) sarà messo su Internet, i relatori non hanno percepito alcun compenso, solo chi viene da fuori ha ricevuto un rimborso spese.

Ci comunica che c'è una lista in cui si può inserire il proprio nominativo e per partecipare alle iniziative del comitato [quale comitato?]


E' molto interessante notare che proprio gli sciachimisti, coloro che accusano tutti di censurare, falsificare e oscurare la loro verità, siano quello che vietano riprese video.

Il "comitato" in questione è presumibilmente il "Comitato Tanker Enemy" di Rosario Marcianò.

Parla l'assessore Del Lungo, che precisa che la disponibilità della sala viene data in “automatico” alle associazioni che ne fanno richiesta: concedere la sala non significa condividere i contenuti della conferenza.


Questa dichiarazione potrebbe essere vista come una presa di distanze dell'assessore, ma viene da porsi un dubbio sulla sensatezza e plausibilità di quest'approccio: se la sala fosse stata richiesta da un'associazione che nega l'Olocausto o promuove il razzismo o l'intolleranza o la pedofilia, sarebbe stata concessa lo stesso "in automatico"?

La concessione della sala non ha comportato alcun costo per il Comune. Egli non ha alcun interesse politico in codesta conferenza, stante che non è candidato e non ha intenzione di continuare nell'attività politica.

Fa un excursus su articoli pubblicati nei decenni passati (ne cita uno di Airone) che parlavano dei pericoli della combustione in volo e cita gli esperimenti degli anni '70 per evitare la grandine sui campi.

Si chiede se c'è un uso di sostanze nei cieli, se è sistematico. L'ARPA non fa questo tipo di analisi. Lui non crede all'uso sistematico.

Ha ricevuto decine di email, per lo più anonime, con su scritto “vergogna” “vai a studiare” ecc... [non ha parlato di “minacce”] oltre a telefonate anche dal mondo accademico [vox populi dice che una telefonata di un suo amico iniziava con “che ca**o fai ..”].

Il bombardamento di email e telefonate a cui è stato sottoposto in questi giorni lo rende meno scettico verso le “scie chimiche”... mai in nessuna occasione aveva vissuto qualcosa del genere. Auspica che nel dibattito qualcuno confuti le tesi degli sostenitori delle "scie chimiche". Chi offende è sempre dalla parte del torto [l'assessore è seccato ma alla fine sembra non avere compreso bene chi sono sciachimisti.. lo capirà al primo intervento]

Parla Marcianò: si definisce ricercatore indipendente. Ha notato questo fenomeno quattro anni fa, anche noi possiamo notarlo, oggi il cielo su Firenze è bianco. Dice che l'attività del traffico aereo è diminuita negli ultimi tempi ma le scie aumentano. Lo vediamo, vediamo che volano basso [come approccio scientifico non è male].

Parla telefonicamente Corrado Penna, presentato come fisico. Marcianò scorre le slide.

Viene mostrato il certificato di laurea di Penna (dice che qualcuno ha messo in dubbio che fosse laureato). Dice che il negazionista anziché criticare nel merito attacca ad personam, viene mostrata una slide con screenshot di un commento nel blog di Attivissimo.

Ci dice che scie di 8 – 20 Km durano ore anziché 5 minuti. Non ci dobbiamo sorprendere che il governo tenti di avvelenarci, è già avvenuto in passato. Mostra articolo del Guardian “Millions were in germ war test”. Inizia un'elencazione di teorie complottiste e pseudobufale e argomenti dalla scarsa base scientifica [a questo punto l'amico accanto a me costruisce sul foglio una griglia tipo tombola in cui va segnando le teorie nominate, farà solo una “cinquina”, per la tombola mancavano i protocolli di Sion che in effetti non ha nominato].

Ci dice che l'ADHD è una malattia inventata [cavallo di battaglia di gruppi che sono legati a Scientology o che in essa hanno radici culturali] e che sei milioni di bambini vengono trattati con il Ritalin. Il cantante dei Nirvana era trattato col Ritalin da bambino. Esistono finti comitati di genitori che spingono per gli psicofarmaci [falso ma lungo qui da spiegare].

In Italia abbiamo vaccini al mercurio che causa l'autismo [altra questione controversa sopratutto in USA, ad oggi priva di supporto scientifico]. Questo avviene perché aziende produttrici di vaccini hanno scorte da smerciare [in pratica questo excursus è per dire che non ci dobbiamo sorprendere se ci vogliono avvelenare].

Ci dice che dietro le scie chimiche c'è un grande complotto e che molti sanno ma pochi parlano.

Ci spiega il meccanismo di formazione delle scie di condensa con un disegno che mostra un pistone che comprime del vapore e un disegno che mostra un frigorifero, in pratica mostra che l'aereo funge da pistone quindi comprimendo l'aria il vapore diventa liquido, rilasciando la compressione (quindi quando l'aereo vola via) ritorna allo stato di vapore [da ignorante mi chiedo: e tutti gli altri fattori che influiscono, quali umidità e temperatura? ]

Penna parla di traffico in aumento [ma come? Marcianò non aveva detto che era in diminuzione?]

Nelle vecchie foto non ci sono scie, nelle nuove sì. La pubblicità è piena di scie, sembra che vogliano fare pubblicità subliminale [sic].

Parla di un libro di Giuffrida che ci fornisce i parametri di umidità/pressione per il formarsi di condensa. Il sito da cui prendeva i parametri per i suoi calcoli prima forniva aggiornamenti ogni ora, adesso solo una media nelle 12 ore, nota che la cosa è sospetta.

Conclude dicendo che lo scopo è anche quello del controllo mentale, non è un caso che in questo periodo di elezioni le scie sono molte di più.

[Con questa perla il convegno si potrebbe chiudere, il mio amico mi chiede di controllarmi visto che già mi vede rotolato sotto la sedia a ridere. L'assessore Del Lungo sembra avere capito, si alza senza salutare nessuno e va via]

Parla Giorgio Pattera [il suo è l'intervento più credibile per il piglio e la simpatia del personaggio oltre che per la costruzione verosimile e sofista che fa]. Fa i complimenti a Del Lungo, si sorprende delle email e telefonate perché dice che se loro sono pazzi basterebbe ignorarli e dargli la “morte civile” anziché fare queste guerre.

Dice che la scienza davanti un fenomeno nuovo deve indagare, che ci sono i dati che mostrano l'esistenza del fenomeno [le solite cose, 8000 mt, - 40° ecc...]. Però la Pubblica Amministrazione non se ne interessa (come l'ARPA) o dice che questo fenomeno non è vero. Le risposte alle interrogazioni parlamentari sono state vaghe.

Mostra un video del meteorologo tedesco che dice che ci sono scie che non sono nuvole e non sa cosa sono. Pattera chiosa che forse questo meteorologo ha pagato col licenziamento quell'affermazione.

Lunga dissertazione sulle analisi delle tele dei ragni fatte da lui e dall'università di Firenze (non può fare il nome del biologo per paura di ritorsioni). Viene mostrato un video che inquadra una scia chimica e un filamento [la domanda sorge spontanea.. quanto grande era questo zoom per inquadrare un scia a mila metri di distanza e un filamento di pochi di cm?]

Viene interrotto [da quello che diventerà un dei miei miti] da un ragazzo palermitano il quale dice che lo stesso tipo di filamenti si riscontra in occasione delle apparizioni mariane.

Riprende Pattera parlando di un brevetto americano per modificare la tela di un raro ragno che vive in Australia (e quindi “non domestico” [sic]). Sui filamenti hanno fatto la prova bruciandoli ecc... [sbadiglio ed esco dalla sala].

Insomma queste tele altro non sono che piccoli paracadute. Il 30 dicembre [non ricordo di quale anno] a Parma loro inviarono una serie di esposti, l'unico ente che mostrò interesse fu l'ARPA, ma l'indomani sul giornale lesse la notizia di sei dirigenti dell'ARPA arrestati [non ho capito il nesso]. Chiude ribadendo che se avesse affermato che la terra è piatta non ci sarebbe stato il bombardamento di email a Del Lungo.

Marcianò mostra le differenze al microscopio tra tela di ragno e nanopolimeri, che altro non sono se non dei vettori che incorporano nanosensori [con tutti 'sti nani manca solo Biancaneve] e altre cose. E' lo zolfo a dare questa colorazione al cielo. Oggi nel cielo c'è una copertura biancastra anche se le previsione dicevano “sole” [una prova scientifica ineluttabile].

La copertura fa da serra e crea uno strato elettroconduttivo. Il caldo e l'effetto serra, non sono causati dal CO2 ma dalle microonde. In tutti i filmati ufficiali [ma che sono i filmati ufficiali?] non ci sono scie.

Pattera dice che a San Marino, in occasione di un convegno in cui parlò di scie chimiche, un amico colonnello lo avvertì che avrebbe potuto avere noie. Saluta e va via.

Parla l'assessore Serpieri [mi pare in perfetta buona fede ma non so come spiegarmi questa sua adesione a questa bislacca teoria del complotto. Non ho interesse nel suo intervento, vado fuori].

Provano a fare intervenire l'On. Brandolini, ma il collegamento non va.

Marcianò: solita fuffa: -40° , 70% di umidità relativa, -6° per ogni Km. Sono coinvolti militari e civili, gli aerei costruiscono una griglia irrorando a diverse altezze, preferibilmente sui centri abitati. Irrorano anche con droni [dei ricordi che ho io nell'Aeronautica Militare italiana, non c'erano i soldi neanche per comprare le penne biro, i vecchi F104 volavano – e spesso purtroppo cadevano – per l'abilità dei meccanici e motoristi.. va be'!].

Il tutto per creare un sandwich [adoro i termini tecnici] per l'elettroconduttività. Ad alta quota l'umidità precipita verso lo zero.

La NASA è parte del complotto [e qui davvero non capisco, se la NASA è parte del complotto perché è la NASA stessa a fornire loro i dati ai quali si appigliano per fondare la loro bislacca teoria?]

Parla l'On. Brandolini [sono fuori, rientro e la mia amica mi dice che Brandolini ha affermato che in Wikipedia si trovano maggiori informazioni sull'argomento. Impreco tra me e me e mi riprometto di controllare al mio rientro in casa].

Parla dell'interpellanza che ha presentato, firmata anche da 3 colleghi del Partito Democratico [ma cose un po' più serie di cui occuparsi? Ma che poi non basterebbe chiedere a quello che era ministro della Difesa durante il governo Prodi?]

Finito l'intervento telefonico, anche Serpieri va via per impegni politici.

Marcianò parla dei “disinformatori”, di come sia evidente che sono pagati visto che stanno 24 ore al giorno a fargli la guerra. Attivissimo è un DJ [dal pubblico uno gli fa notare che lui è un geometra]. I disinformatori hanno un modus operandi che ha il solo scopo di farlo uscire dai gangheri.

La meteorologia in Italia è gestita solo dai militari. Lui vuole risposte da chi conta e non dai portaborse come Attivissimo. Il contraddittorio lo accetterà solo con chi conta. Mostra un filmato in cui viene parodiato.

Domande dal pubblico: un anziano signore fa notare che è troppo diabolico pensare che esista una rete di complicità così vasta e che questi si avvelenino da soli [oltre che avvelenare i propri cari]. Il signore comunque viene tacitato [a quanto pare non è ancora il momento delle domande]. Interviene comunque un signore del comitato anti-scie di Roma che accenna all'attività del suo comitato.

[questo “anda e rianda” (domande sì, domande no) pare avvenga perché vogliono fare parlare il prof. Baracca, che pare invece non ne voglia sapere di intervenire]

Riprende la parola Marcianò. Basta analizzare le lacrime e le urine e l'acqua piovana in luoghi lontani dai siti industriali per rendersi conto del fenomeno. Quindi ci parla di:

  • api che muoiono (o hanno danni al sistema nervoso e se questi danni li hanno le api allora anche noi.. ecc...)
  • onde elettromagnetiche [aridaje]
  • Preservation Act
  • Sistemi Haarp
  • microonde a 16 hertz
  • un caso di Alzheimer ogni 74 secondi [oh Madonna, qui o faccio in fretta ad andar via o non riuscirò mai a salutare i miei cari]. Parkinson, sclerosi ecc.. e l'alluminio nelle merende del Mulino Bianco [qui, IMHO, è a rischio querela]
  • terapia chelante come soluzione di molti mali
  • il Comune di San Remo che gli ha negato un luogo in cui svolgere la conferenza.

[Ci sono riusciti, hanno convinto Baracca. Di lui, la mia amica mi accenna qualche aneddoto che lo descrive come uomo forse un po' eccentrico]

Baracca parla della scienza e del ruolo dello scienziato. Tiene a precisare che lui di scie chimiche non sa nulla e che hanno insistito a lungo per farlo intervenire. Lui ritiene che la scienza in ambito militare progredisca più di quella civile. La fusione fredda esiste, è una realtà [sic].

E' tardi, sono le 18:30, si apre lo spazio per le domande. Alle 18:50 dobbiamo lasciare la sala perché la bella villa che ci ospita chiude.

Un ragazzo (scettico come me) riporta delle analisi di Pattera sui filamenti che contraddicono quanto da lui detto, Pattera è assente; risponde Marcianò, che nella sostanza afferma che non c'è contraddizione [pare infastidito dal fatto che la prima domanda sia quella di un “disinformatore”].

Visto che si parla di filamenti e che lui insiste sulle differenze rilevate dal microscopio, gli chiedo: posto che non andate in quota a prendere i filamenti ma li raccogliete da terra, come fate a essere sicuri che il filamento da voi analizzato non sia un filo del mio maglione? Marcianò risponde che loro raccolgono quando ci sono le scie e quindi è evidente, e che comunque si vede che cadono dal cielo [va be', ho ormai rinunciato a ogni approccio che possa anche solo lambire il metodo scientifico].

Le domande dovrebbero essere secche, invece da qui in poi si assiste a un serie di mini-comizi:
  1. Il ragazzo palermitano (quello che i filamenti li aveva visti nelle apparizioni mariane) fa un lungo comizio sulle scie chimiche a Palermo e racconta come a marzo e poi ad aprile ci sia stata una pandemia di acetonemia. Di questa pandemia nessuno ha parlato, molti vecchi sono morti, gli ospedali erano piene di bambini e donne incinta, lui è andato dai carabinieri e ne ha preso uno per il bavero perché gli dicevano che non c'è nulla. Ha chiesto a WWF, Legambiente e altre associazioni di analizzare i campioni che lui aveva raccolto, ma queste gli hanno risposto che ci volevano 500 euro [l'intervento è ai limiti del delirio ma tutti applaudono, suppongo quindi che a delirare sia io. Tra l'altro il palermitano mi fissa.. perché? Dice che è sposato con figli, mi sento allora più tranquillo. Al di là dello scherzo mi fissava perché credo volesse convincermi col suo racconto].
  2. Interviene anche il tipo a capo del comitato di Roma, che illustra le iniziative che hanno preso [in pratica hanno rotto i marroni a mezzo Parlamento]. Lamenta il silenzio delle istituzioni, al che gli faccio notare che c'è una risposta abbastanza precisa di La Russa a Di Pietro; lui dice che è vaga, poi finito l'intervento, mi dice, a tu per tu, che due onorevoli gli hanno confidato che è roba dei servizi segreti [qui ritengo raggiunta l'apoteosi].
  3. Interviene anche un altro signore, che dice che bisogna finirla con queste guerre tra debunker e loro perché “noi cittadini” abbiamo un solo scopo: sapere. Vogliamo avere risposte chiare e certe [e le risposte alle interrogazioni parlamentari?].
  4. Altro intervento è invece di un ragazzo che ha letto di recente un libro e, rispondendo al signore che un'ora prima aveva parlato di diabolicità del complotto, cioè di una rete di complicità assolutamente improbabile, dice che i militari sono andati in Kosovo con l'uranio impoverito [avrei piacere di fargli notare che a quei tempi di uranio impoverito non si sapeva nulla.. va be'].
  5. Altro mini-comizio di un altro signore, che ci informa della sua attività nel suo paese. Ci informa che ogni mattina telefona al sindaco per chiedergli di attivarsi! Dice che adesso nessuno più gli dà retta.

Marcianò sottolinea che i disinformatori non si presentano con nome e cognome, a differenza degli altri. Alzo la mano, vorrei precisare che non sono un “disinformatore” perché non ho un blog e non scrivo da nessuna parte e poi che non ho problemi a invitarlo per un caffè e presentarmi come si confà a gente civile quali noi siamo... ma non riesco a dirgli tutto questo, continuano i comizi... la fine dei convegno è vicina.

Mi alzo e vado a riporre due monete da un euro nella cassetta dei contributi, sono stati davvero spesi bene. La sala è tutta gremita di pro-scie, gli scettici siamo sì e no in cinque.

Penso, nella mia ignoranza, che l'uomo tendenzialmente abbia bisogno di paure e nemici per sentirsi legato, parte di uno spicchio di società (e qualcuno ci specula pure). Alla fine dei salmi, fa forse meno danno pensare che esistano le scie chimiche e che il nemico sia il governo, i militari, i piloti, i meteorologi eccetera, piuttosto che pensare che il nemico sia l'immigrato.

Ignis



2009/05/26


Un altro resoconto del convegno è stato pubblicato da Thomas Morton qui.

mercoledì 13 maggio 2009

Finalmente un dibattito alla pari sulle "scie chimiche"

Photo Credit: Studio fotografico Andrea Tedeschi, per gentile concessione. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Grazie all'iniziativa di un lettore, Marco Casati, che ringrazio, per la prima volta un sostenitore dell'esistenza del fenomeno delle "scie chimiche" accetta un confronto dialettico alla pari.

Marco ha infatti contattato Tom Bosco, di Nexus Italia (nella foto qui accanto), apparso recentemente a Lugano per presentare le sue tesi e autore di un articolo che oltre a parlare di "scie chimiche" mi riguarda direttamente, e ha ottenuto da lui la disponibilità al confronto.

Così ho scritto a Bosco proponendogli una formula che, senza le pressioni temporali e le tifoserie di un convegno, ci permetta di esplorare insieme le reciproche posizioni e magari stemperare le polemiche. Con il permesso di Bosco, pubblico qui il nostro scambio di corrispondenza.


7 maggio 2009


Buongiorno Sig. Bosco,

raccolgo volentieri l'invito di Marco Casati, che l'ha contattata, per proporle un'intervista-dibattito sul tema delle "scie chimiche". Purtroppo l'ora tarda mi ha impedito di restare al convegno di Lugano per parlarci direttamente nella sessione di domande del pubblico.

Pensavo, se lei è d'accordo, a uno scambio di mail da pubblicare progressivamente e in contemporanea nei rispettivi siti/blog: non tanto un'intervista, insomma, quanto una chiacchierata alla pari, per trovare il terreno comune, vagliare insieme i dati del fenomeno e conoscersi meglio. Come se fosse una chat "in differita", con il tempo, fra una botta e una risposta, per raccogliere fonti, documenti e immagini che possono servire alla discussione e dare ai nostri rispettivi lettori la possibilità di conoscere meglio la questione, soprattutto in vista dei due prossimi appuntamenti televisivi sull'argomento.

Se le interessa o vuole proporre un'altra formula, mi può rispondere presso paolo.attivissimo@gmail.com oppure presso topone@pobox.com.

Grazie e cordiali saluti

Paolo Attivissimo
Lugano, Svizzera


Gli appuntamenti televisivi in questione sono quelli di La Gaia Scienza e di Rebus.


9 maggio 2009


Egregio Paolo Attivissimo,

ho apprezzato la sua civile proposta di un confronto in rete per dibattere, se mai ce ne fosse ancora bisogno, sullo spinoso argomento delle scie chimiche. Come ben sa, avevo deciso di non farmi invischiare in sterili polemiche e discussioni infinite che, come esemplificato dal caso di Massimo Mazzucco per quanto riguarda le questioni inerenti all’11 Settembre 2001, alla fine non portano nessuna delle due opposte “fazioni” a riconoscere le ragioni dell’altra e a stabilire in modo definitivo da che parte stia la verità: come ama dire Duncan M. Roads, editore australiano della rivista NEXUS della quale mi pregio di dirigere l’edizione italiana, “per ogni esperto, esiste un esperto uguale e contrario”. Sollecitato da Marco Casati, stavo valutando se non fosse il caso di riconsiderare questa mia decisione, quando un tale Peyote ha pensato bene di tendermi una sorta di “tranello” attraverso il suo blog, contattandomi via email e spacciandosi per tale “Michele” (http://ilpeyote.blogspot.com/2009/05/ilpeyote-vs-tom-bosco.html). Malgrado si sia in seguito scusato e mi abbia spiegato le sue motivazioni per tale comportamento, rimane il fatto che attualmente il dibattito, se tale lo si può ancora definire, ha decisamente travalicato i limiti del civile confronto di idee e si è impantanato in una palude di accuse reciproche, sarcasmi, ripicche, provocazioni, offese gratuite...

Come spesso accade, si confonde il messaggio con il messaggero, e così facendo si getta il bambino insieme all’acqua sporca. Che lei lo voglia accettare o meno, il fenomeno delle scie chimiche è tremendamente reale, ma nessuno sa per certo quali ne siano le motivazioni, anche se i numerosi indizi autorizzano a formulare ipotesi piuttosto coerenti, anche se per certi versi sconcertanti. Il fatto che queste ipotesi mettano in seria discussione il modello di realtà normalmente percepito dalla popolazione in generale non le rende meno credibili o lontane da una possibile, pur se scomoda, verità.

Esiste in rete una mole di documenti, brevetti, analisi, discussioni, tale che chiunque sia dotato di sano buonsenso e un minimo di volontà e intelligenza potrà valutare e discernere come stiano realmente le cose. Per quanto mi riguarda, io vedo quello che vedo, e in questo sono spalleggiato da persone estremamente qualificate, come un ingegnere aeronautico, un ex-pilota da caccia, o un biologo di sua conoscenza: ma da quello che ho letto sul suo blog, non mi sembra che lei o i suoi sodali abbiate mostrato il benché minimo rispetto nei suoi confronti e verso le argomentazioni da lui presentate, né ho motivo di pensare che tale atteggiamento sarebbe diverso nei confronti degli altri. Come dicevo, “per ogni esperto, esiste un esperto uguale e contrario”.

Quindi, che cosa dovrei fare? Perdere ore preziose per raccogliere e catalogare tutto il materiale in mio possesso, allo scopo di ribattere punto per punto alle innumerevoli questioni inerenti materie come la meteorologia, il clima, l’aerodinamica, la chimica, la biologia, la geologia, la nanotecnologia, l’elettronica, la geopolitica, l’economia, etc., tutte fondamentali per una comprensione del complesso fenomeno delle scie chimiche nella sua interezza? Dovrei aggiungermi al gioco di coloro che sottoponendo minuziosamente a scrutinio ogni singolo albero per trovare quello da abbattere, nemmeno si accorgono della foresta che li circonda?

Personalmente ritengo manchi ancora un elemento di prova fondamentale per dirimere una volta per tutte la questione delle scie chimiche, e mi sto adoperando per ottenerlo. Quando ne potrò disporre, sarò lieto di aprire una discussione con lei a tal proposito, così da focalizzarci su una questione specifica ma potenzialmente risolutiva. Spero proprio di riuscire a concretizzare tutto entro l’anno in corso.

Dati i precedenti, non mi aspetto in ogni caso un suo ripensamento sulla questione. Dai suoi facili sarcasmi, mi sembra di capire che il suo scetticismo spazia virtualmente in ogni ambito dello scibile umano. Beato lei che è confortato dalle certezze della “scienza”: io l’unica certezza che ho è quella di non averne.

Cordiali saluti
Tom Bosco/NEXUS



9 maggio 2009


Questa è la mia risposta alle considerazioni di Bosco: il corsivo piccolo indica le citazioni di tali considerazioni.

Egregio Paolo Attivissimo,

ho apprezzato la sua civile proposta di un confronto in rete per dibattere, se mai ce ne fosse ancora bisogno, sullo spinoso argomento delle scie chimiche. Come ben sa, avevo deciso di non farmi invischiare in sterili polemiche e discussioni infinite che, come esemplificato dal caso di Massimo Mazzucco per quanto riguarda le questioni inerenti all’11 Settembre 2001, alla fine non portano nessuna delle due opposte “fazioni” a riconoscere le ragioni dell’altra e a stabilire in modo definitivo da che parte stia la verità: come ama dire Duncan M. Roads, editore australiano della rivista NEXUS della quale mi pregio di dirigere l’edizione italiana, “per ogni esperto, esiste un esperto uguale e contrario”. Sollecitato da Marco Casati, stavo valutando se non fosse il caso di riconsiderare questa mia decisione, quando un tale Peyote ha pensato bene di tendermi una sorta di “tranello” attraverso il suo blog, contattandomi via email e spacciandosi per tale “Michele” (http://ilpeyote.blogspot.com/2009/05/ilpeyote-vs-tom-bosco.html). Malgrado si sia in seguito scusato e mi abbia spiegato le sue motivazioni per tale comportamento, rimane il fatto che attualmente il dibattito, se tale lo si può ancora definire, ha decisamente travalicato i limiti del civile confronto di idee e si è impantanato in una palude di accuse reciproche, sarcasmi, ripicche, provocazioni, offese gratuite...

Come spesso accade, si confonde il messaggio con il messaggero, e così facendo si getta il bambino insieme all’acqua sporca. Che lei lo voglia accettare o meno, il fenomeno delle scie chimiche è tremendamente reale


Buongiorno Sig. Bosco,

questo è il nucleo del problema. Lasciamo stare le polemiche personali e i tranelli veri o presunti: che prove ci sono dell'esistenza delle "scie chimiche"? Quelle che sono state presentate finora non sono risultate convincenti e infatti non vengono accettate dalla comunità degli addetti ai lavori. Anzi, molto spesso il lavoro di verifica ha rivelato che si tratta di errori o di falsi.

Posso chiederle qual è la sua "best evidence" dell'esistenza del fenomeno?

Una volta accertatane l'esistenza, potremo valutarne le implicazioni. Ma partiamo dalle basi.

, ma nessuno sa per certo quali ne siano le motivazioni, anche se i numerosi indizi autorizzano a formulare ipotesi piuttosto coerenti, anche se per certi versi sconcertanti. Il fatto che queste ipotesi mettano in seria discussione il modello di realtà normalmente percepito dalla popolazione in generale non le rende meno credibili o lontane da una possibile, pur se scomoda, verità.

Esiste in rete una mole di documenti, brevetti, analisi, discussioni, tale che chiunque sia dotato di sano buonsenso e un minimo di volontà e intelligenza potrà valutare e discernere come stiano realmente le cose.


Ecco, io le chiederei di indicarmi questi documenti, che lei già conosce e che quindi non dovrebbero comportarle troppo impegno.

Per quanto mi riguarda, io vedo quello che vedo, e in questo sono spalleggiato da persone estremamente qualificate, come un ingegnere aeronautico, un ex-pilota da caccia, o un biologo di sua conoscenza: ma da quello che ho letto sul suo blog, non mi sembra che lei o i suoi sodali abbiate mostrato il benché minimo rispetto nei suoi confronti e verso le argomentazioni da lui presentate

Posso chiedere quali sono le argomentazioni tecniche dell'ingegnere aeronautico e dell'ex pilota?

Per quanto riguarda il biologo, presumo lei si riferisca al Dott. Pattera. Non si tratta di rispetto: si tratta di fatti. Il dottor Pattera fa affermazioni errate, rifiuta l'evidenza dei fatti documentati dalla letteratura e dileggia chi gli fa notare i suoi errori portando fatti a supporto. Questo è un comportamento che non induce al rispetto.

Mi riferisco alla questione dei cosiddetti "ragni migratori", che spiegano alcuni fenomeni apparentemente legati alle cosiddette "scie chimiche": Pattera ne nega l'esistenza. Ma la loro esistenza è documentata dai tempi di Darwin e basta una sfogliata al Journal of Arachnology per trovare la letteratura specialistica che ne conferma la dispersione anche oltre 5000 m d'altitudine. Se vuole, le posso dare gli estremi e le citazioni:

http://tinyurl.com/rcq8pu


, né ho motivo di pensare che tale atteggiamento sarebbe diverso nei confronti degli altri. Come dicevo, “per ogni esperto, esiste un esperto uguale e contrario”.

Su questo mi permetto di dissentire. Non c'è nessun paper di letteratura specialistica che confermi le tesi del dott. Pattera o delle "scie chimiche" in generale. La stragrande maggioranza degli addetti ai lavori conferma che le "scie chimiche" sono semplici contrail male interpretate da persone non esperte.

Non si tratta di "uguale e contrario": si tratta di un'esigua minoranza di non esperti contro un enorme numero di esperti. Per esempio, non mi risulta che nessuno dei 52.500 piloti dell'Air Line Pilots Association statunitense abbia mai espresso sostegno alla tesi dell'esistenza delle "scie chimiche". Nessun meteorologo si è espresso pro-scie, ma molti lo hanno fatto per chiarire che il fenomeno è un abbaglio.

Lei, nella sua esperienza di pilota, ha mai visto con i suoi occhi una scia persistente alle quote (2000 m o meno) asserite dai sostenitori delle "scie chimiche"?


Quindi, che cosa dovrei fare? Perdere ore preziose per raccogliere e catalogare tutto il materiale in mio possesso, allo scopo di ribattere punto per punto alle innumerevoli questioni inerenti materie come la meteorologia, il clima, l’aerodinamica, la chimica, la biologia, la geologia, la nanotecnologia, l’elettronica, la geopolitica, l’economia, etc., tutte fondamentali per una comprensione del complesso fenomeno delle scie chimiche nella sua interezza?

No. Basterebbe cominciare da un punto singolo, molto semplice: le "scie chimiche" esistono? Che prove ci sono? Se le prove reggono, allora discutiamo di tutto il resto. Ma è da qui, a mio avviso, che dobbiamo partire.

Dovrei aggiungermi al gioco di coloro che sottoponendo minuziosamente a scrutinio ogni singolo albero per trovare quello da abbattere, nemmeno si accorgono della foresta che li circonda?

Personalmente ritengo manchi ancora un elemento di prova fondamentale per dirimere una volta per tutte la questione delle scie chimiche, e mi sto adoperando per ottenerlo. Quando ne potrò disporre, sarò lieto di aprire una discussione con lei a tal proposito, così da focalizzarci su una questione specifica ma potenzialmente risolutiva. Spero proprio di riuscire a concretizzare tutto entro l’anno in corso.


Interessante. Le posso chiedere qual è quest'elemento?


Dati i precedenti, non mi aspetto in ogni caso un suo ripensamento sulla questione. Dai suoi facili sarcasmi, mi sembra di capire che il suo scetticismo spazia virtualmente in ogni ambito dello scibile umano. Beato lei che è confortato dalle certezze della “scienza”: io l’unica certezza che ho è quella di non averne.

Tutt'altro, Sig. Bosco. Di fronte a prove inoppugnabili, io sarei disposto a cambiare idea, come lo è la comunità tecnica. Io non rifiuto i fatti: chiedo solo che siano ben dimostrati. Non confonda lo scetticismo con la cautela e la certezza con la prudenza. La massa delle evidenze scientifiche, finora, indica che è ragionevole affermare che le "scie chimiche" non esistono. Ma il metodo scientifico impone che, di fronte a dimostrazioni inoppugnabili di un fenomeno, tale fenomeno venga accettato come scientifico. Questo finora non è successo, ma se avvenisse, sarei il primo a ripensare la mia posizione.

Sono semmai i sostenitori dell'esistenza delle "scie chimiche" che dimostrano certezze incrollabili e arrivano ad affermare che le foto di contrail pre-1990 sono falsi e che persino Life li commette per mascherare la cospirazione. Lei condivide queste posizioni?

Le chiedo, in conclusione, il consenso alla pubblicazione della sua cortese risposta. Anche se lei ha per ora detto di no a un dibattito, credo sia giusto che i nostri lettori sappiano che il dialogo è possibile e che c'è disponibilità da parte sua e interesse a fare sperimentazione per dirimere la questione, e questi sono atteggiamenti lodevoli e costruttivi.

Cordiali saluti

Paolo Attivissimo


Il riferimento alla celeberrima rivista Life riguarda alcune fotografie di scie di condensazione pubblicate negli anni Quaranta, come quest'immagine tratta dall'edizione del 20 dicembre 1944, consultabile qui, e scattata da George Silk durante la Battaglia delle Ardenne:




La foto è disponibile anche sul sito Internet della storica rivista:



E non è l'unica immagine di questo genere:





Ecco uno dei vantaggi della formula del dibattito via mail: la possibilità di reperire e presentare con calma le immagini e i documenti che sostengono la propria tesi. Naturalmente anche Tom Bosco potrà fare altrettanto.


11 maggio 2009


Egregio Paolo Attivissimo, può senz'altro procedere a pubblicare la mia precedente comunicazione. Non appena troverò il tempo, cercherò di rispondere come posso almeno alle questioni che sta sollevando in questa sede.

Cordiali saluti

Tom Bosco/NEXUS


31 maggio 2009


Il 28 maggio Tom Bosco ha inviato la sua risposta alle mie considerazioni. Il dibattito prosegue quindi in quest'articolo.

martedì 12 maggio 2009

Nubi insolite ma naturali: archi circumorizzontali

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.


Quella mostrata qui sopra non è la scia di una sostanza chimica irrorata da un aereo, ma un arco circumorizzontale. Secondo l'Astronomy Picture of the Day, che ha segnalato questa foto scattata in Ohio da Todd Sladoje ai primi di maggio del 2009, i cristalli di ghiaccio nei cirri lontani agiscono come piccolissimi prismi che rifrangono la luce del sole scomponendone i colori.

L'arco circumorizzontale è un fenomeno piuttosto raro, perché il sole deve essere ad almeno 58 gradi sopra l'orizzonte e devono essere presenti dei cirri nei quali i cristalli esagonali di ghiaccio devono essere allineati prevalentemente in direzione orizzontale.


2009/05/17: correzione


L'Astronomy Picture of the Day ha pubblicato una correzione: aveva inizialmente identificato l'immagine come una nube iridescente, un fenomeno non molto frequente di diffrazione e rifrazione che si verifica quando una nube sottile di goccioline d'acqua di dimensioni pressoché uniformi viene illuminata dal sole con l'angolazione giusta.

Parlano gli esperti veri: Dario Giaiotti

Dario Giaiotti è un fisico in servizio presso l'Osservatorio Meteorologico Regionale (OSMER), Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente del Friuli Venezia Giulia. Il suo curriculum è qui.

[...] negli ultimi anni è aumentata la frequenza con la quale i mezzi di informazione hanno trattato l’argomento delle “scie chimiche”. A mio avviso tale aumento deriva dall’aura di mistero che è stata attribuita a questo fenomeno ottico che si manifesta spesso al passaggio di aerei a reazione nella bassa atmosfera. Come è sempre accaduto sin dai tempi più antichi i fenomeni appariscenti, che sono sotto gli occhi di tutti o ben noti, ma la cui spiegazione non è intuitiva o non è data per assodata e incontrovertibile dall’opinione pubblica, si prestano a interpretazioni tra le più disparate, sovente fantasiose o quantomeno non verificabili. È mia convinzione che le voci così diffuse sul questo fenomeno siano dovute proprio a questo tipo di interpretazione.

Pur avendo una mia convinzione sulla natura delle scie, non sono in grado di screditare o avvalorare oggettivamente le diverse congetture secondo le quali sarebbero lasciate in cielo dagli aerei nel tentativo di modificate il clima o quant’altro, per questo motivo piuttosto che rispondere direttamente al quesito preferisco suggerire alcuni temi di riflessione.

Per prima cosa, se fosse in atto un complotto per un’azione così rilevante e se ciò fosse anche evidente alla comunità scientifica – data la facile verifica, attraverso misure oggettive o con valutazioni qualitative e di principio -, la risposta alla sua domanda sarebbe già stata diffusa in ogni angolo del pianeta con tutta potenza di cui sono capaci i mezzi mediatici moderni. Evidentemente così non è, ma questo non deve limitarci nel ragionare sul tema.

Innanzitutto cosa sono le scie che si vedono in cielo dietro un aereo? La risposta più semplice è che si tratta di un fenomeno visibile, cioè di luce che proviene dalle scie in virtù della quale possiamo vederle. Per quanto si sa e tenendo conto dei meccanismi fisici che emettono radiazione, possiamo concludere che le scie sono visibili grazie alla riflessione della luce solare. Per molte delle scie osservate sappiamo che ciò che vediamo, grazie al fenomeno della condensazione, è vapore acqueo presente nell’atmosfera, in forma di goccioline o di cristalli di ghiaccio. Questa condensazione è stimolata dai gas di scarico dei motori, oppure dal rilascio di carburante per questioni di sicurezza.

Si tratta quindi di vere e proprie nuvole artificiali. Ma perché le scie hanno molte forme, colori svariati e tempi di permanenza diversi? Dato che le scie sono delle nuvole, la stessa domanda vale per le nubi. Le nubi modificano la loro forma a seconda dei venti, della temperatura e della presenza di corpuscoli microscopici presenti nell’aria, che possono essere naturali come sali, pollini, polveri, o altro, oppure artificiali, per esempio i residui delle combustioni delle attività industriali e così via. Il colore delle nubi inoltre varia a seconda della loro illuminazione, spessore ed esposizione ai raggi solari. Se applichiamo queste considerazioni alle scie lasciate dagli aerei, non dovremmo meravigliarci della loro molteplicità di forme, colori e tempi di persistenza in cielo.

Purtroppo tutte queste considerazioni non dicono nulla sulle sostanze emesse dall'aereo che hanno prodotto la scia o nube, che dir si voglia. Ci vorrebbero delle misure per accertare se… Accertare che cosa? Dipende dall’ipotesi che desideriamo verificare. Se si tratta dei risultati della combustione del motore montato sull’aereo che ha prodotto le scie, essi possono essere sicuramente forniti dalla casa costruttrice del motore, quindi non serve andarli a misurare in cielo dietro l’aereo che li produce, se si tratta del carburante non utilizzato e che viene rilasciato nell’aria, anche questo è noto.

E se si trattasse proprio di sostanze misteriose, allo scopo di controllare i fenomeni climatici, sostanze che non centrano con i motori degli aerei? Se tutte scie osservate avessero tale causa sarebbe necessario che ciascun aereo avesse un serbatoio supplementare che dovrebbe essere ricaricato periodicamente. Oppure queste sostanze potrebbero essere immesse e mescolate con il carburante, e successivamente espulse come scarto della combustione.

In entrambi questi casi, visto che le scie si osservano su tutte le rotte mondiali, quante compagnie aeree e/o quanti fornitori di carburante dovrebbero essere coinvolti? Se anche una sola non fosse coinvolta, lo si potrebbe facilmente verificare monitorando gli aerei di quella compagnia rispetto alle altre.

E per quanto riguarda il controllo climatico? Oggigiorno centinaia di scienziati lavorano e discutono sugli scenari futuri del clima, anche come conseguenza dell’inquinamento ambientale causato dall’uomo. Questi scienziati sono d'accordo su quali saranno gli andamenti generali del clima dei prossimi decenni, ma hanno anche evidenziato che esiste un’ampia incertezza sui dettagli, in particolare sugli aspetti quantitativi, per esempio di quanto aumenterà la temperatura nei diversi luoghi del pianeta, come e quanto varieranno precipitazioni e venti, ecc.

Considerando queste incertezze, quale persona o gruppo di persone assennate investirebbe le risorse che potrebbero giustificare il gran numero di scie osservate senza sapere in che quantità, quando e in che luogo la loro azione si concretizzerà? Di motivazioni per giustificare tentativi di cambiare il clima a piacere se ne possono trovare in abbondanza, ma ogni volta dobbiamo valutarne la verosimiglianza e la congruenza con i fatti concreti che abbiamo a disposizione. Per esempio, l’aumento delle scie degli aerei fotografate o osservate negli ultimi anni sono proporzionali all’incremento del numero di voli effettuati?

Non ho potuto dare una risposta precisa alla domanda che lei ha proposto, ma spero che queste riflessioni la possano aiutare a vagliare la gran mole di informazioni e soprattutto di spiegazioni proposte per le scie lasciate dagli aerei.

Immagino anche che, nonostante non abbia espresso palesemente la mia opinione, avrà di sicuro compreso quanto io consideri verosimile l’ipotesi di un complotto per la modifica del clima.

– da Scie chimiche: un'altra spiegazione,
pubblicato presso Sissa.it,
5 dicembre 2007.


 

Parlano gli esperti veri: Pietro Pallini, pilota

...sono andato a visitare alcuni dei siti dedicati all'argomento, dove ho potuto reperire una bella quantità di fotografie di quelle che, a mio avviso, altro non sono che forme, a volte molto spettacolari e insolite, occorre dirlo, di “contrails”, parola nata dalla contrazione dell'inglese “condensation trails”: in italiano, scie di condensazione.

L'acqua è uno dei prodotti secondari della combustione e a valle di un motore a getto viene sempre rilasciata una certa quantità di vapore acqueo che, in determinate condizioni di temperatura e pressione, condensa e si congela, dando origine a scie composte da microscopici aghi di ghiaccio. Si formano a temperature inferiori ai venticinque gradi sotto zero (intorno ai cinquemila metri di quota, in inverno) ma sono più dense e persistenti quando si scende sotto ai meno quaranta. Se poi l'aria è già molto umida la loro estensione aumenta e, trasportate dai venti, assumono forme strane e suggestive.

Acqua, dunque, e non strane sostanze chimiche. L'aumento del numero dei voli, la grande diffusione di aerei in grado di volare a quote dove la temperatura è molto bassa e la precisione dei moderni apparati di navigazione (che consente di tracciare più rotte aeree) hanno fatto sì che le “strisce bianche nel cielo azzurro per incantare e far sognare i bambini” di endrighiana memoria, sulle quali ho anch'io a suo tempo fantasticato, si siano moltiplicate fino a disegnare nei cieli i complicatissimi reticolati immortalati nelle foto del sito che andavo visitando.

Ma immaginate la mia sorpresa nel trovare, tra le altre, anche una splendida istantanea dell'aereo che sono solito pilotare, e il mio stupore è vieppiù aumentato quando, leggendo in didascalia la data, l'ora e il luogo dello scatto, mi sono reso conto che lo sciagurato responsabile di quella scia ero proprio io.

– Pietro Pallini, Il mistero della scia, Repubblica.it

sabato 9 maggio 2009

Parlano gli esperti veri: Mario Giuliacci

Il colonnello Mario Giuliacci, meteorologo del Centro Epson Meteo, già direttore del Centro meteorologico dell'aeroporto di Milano Linate, si è laureato in fisica con una tesi sull‘influenza di El Niño sul clima italiano.

Le scie di condensazione sono un fenomeno noto da almeno 60 anni, ovvero da quando gli aerei a reazione si sono spinti fino a quote di 8000-10000 metri ove le temperature abbondantemente sotto zero (fino a meno 50/60 gradi) provocano la immediata condensazione del vapore acqueo emesso come prodotto di combustione sotto forma di nube visibile appunto come scia. Quindi il fenomeno non ha nulla di misterioso né vi sono rischi per la nostra salute.

L’umidità dell’aria a quelle quote è importante ai fini della persistenza delle scie: se l’umidità è molto scarsa, le scie evaporano quasi all’istante; con umidità superiore al 70% le scie invece persistono per vari minuti o ore, a seconda della intensità e della turbolenza del vento nella alta atmosfera. Tuttavia nel costante “chiacchiericcio“ in atto sulle scie di condensazione da almeno 2 anni, destano meraviglia, stupore e anche preoccupazione due aspetti:

1 - La protervia con cui alcuni gruppi insistono nel sostenere una tesi, quelle delle scie chimiche, priva di qualsiasi supporto scientifico, sostenendo addirittura complotti di militari contro il clima e l’ambiente, con i propri governi che sarebbero gli unici a non essere a conoscenza di tali complotti;

2 - Il silenzio sulla vicenda da parte dei supremi organi scientifici nazionali e delle strutture militari chiamate in causa. Un silenzio probabilmente dovuto al fatto che si intende, giustamente, ignorare teorie prive di qualsiasi scientificità, ma che in questa particolare vicenda ovviamente contribuisce ad alimentare la tesi delle scie chimiche.

– comunicazione personale
con permesso di pubblicazione,
25 aprile 2009.


Da circa 7-8 mesi circola con insistenza sulla rete internet un documento redatto non si sa da chi e nel quale si afferma che aerei militari riverserebbero in cielo da molto tempo tonnellate di sostanze potenzialmente tossiche, come polveri di Bario, Alluminio e polimeri. Il tutto - sempre secondo l’anonima fonte - allo scopo di simulare esperimenti di modifica artificiale del clima. Le prove portate a corredo della notizia sono numerose foto di scie nuvolose (nel documento definite “scie chimiche” o chemtails) lasciate in cielo appunto dagli aerei.

Ebbene innanzitutto mi sorprende che nessun ente istituzionale sia intervenuto per mettere fine alla diffusione di tali notizie che, oltre a essere false (come tra poco dimostreremo) creano allarme, panico e disinformazione tra la gente. La notizia è comunque una bufala messa in circolazione probabilmente, a mio giudizio, da certi ambienti, al solo scopo di seminare discredito, lasciando intendere che i “soliti” americani” (dagli agli untori… yankee!!!) o i soliti “militari” fanno esperimenti pericolosi, all’insaputa di tutti, tenendo all’oscuro anche i propri governi (come se le scie non si vedessero!) e infischiandosene della salute degli inermi cittadini.

In realtà le “scie chimiche” mostrate nel documento sono un fenomeno normale, sempre esistito da quando esistono gli aerei a jet e sono prodotte nella maggior parte dei casi dalla condensazione immediata dell’acqua rilasciata dalla combustione nei reattori degli aerei a jet commerciali e/o militari, quando volino intorno a 8-10 km. Per questo motivo sono note come “scie di condensazione (contails). Ma ecco come si generano le scie di condensazione. Alla quota di 8-10 km la temperatura dell’aria è intorno a 40-45 gradi sotto zero per cui le microscopiche goccioline d’acqua rilasciate dal bruciatore dell’aereo condensano istantaneamente in una miriade di minuscoli aghetti di ghiaccio, resi poi visibili appunto da una sottile scia nuvolosa. Le condizioni ideali per il verificarsi del fenomeno sono quelle nelle quali l’atmosfera circostante è già di per se molto umida cosicché la scia stenta a evaporare e quindi resiste nel cielo anche per 1-2 ore. Se poi a quelle quote c’è anche un forte vento, la scia nuvolosa tende ad essere sparpagliata lateralmente e quindi assume anche notevoli dimensioni nel verso laterale. Sotto tali condizioni meteorologiche, lungo alcune aerovie o incrocio di aerovie commerciali oggi particolarmente affollate è ovvio che, il frequente passaggio di aerei (uno, ogni 3-4 minuti), lascerà, nell’arco di 1-2 ore, una ragnatela di moltissime scie. Lo stesso effetto potrebbe essere prodotto dall’affollamento domenicale di aerei nei cieli prossimi agli aeroclub.

Ma vi è anche un’altra modalità per la genesi delle scie di condensazione. Se l’atmosfera è oltremodo umida, allora l’aria che viene a contatto con il bordo d’attacco dell’ala si spezza lateralmente in due parti le quali, scorrendo poi lungo la superficie curva della fusoliera, sono costrette ad accelerare. Ma tale accelerazione provoca una rapida espansione dell’aria in movimento attorno all’aereo, con conseguente raffreddamento della medesima. Il rapido raffreddamento a sua volta fa condensare immediatamente la forte umidità sotto forma di una densa scia nuvolosa.

Infine nulla vieta di pensare che molti appassionati del volo libero, per esibizionismo, possano far uso delle stesse innocue sostanze impiegate dalle nostre Frecce tricolori per disegnare in cielo i colori della nostra bandiera.

- Scie chimiche in cielo: una bufala,
pubblicato inizialmente su Meteo.it qui,
14 marzo 2008.


 

martedì 28 aprile 2009

I ragni migratori? Una "leggenda metropolitana", dicono gli sciachimisti

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Grazie a Riccardo e Fljll per le segnalazioni.

Alcuni sostenitori della teoria delle "scie chimiche" affermano che i "capelli d'angelo", i filamenti che in alcuni periodi dell'anno cadono abbondanti nei campi e nelle città, sono prodotti dalle scie stesse.

Quando si fa notare loro che l'origine più plausibile dei "capelli d'angelo" è la migrazione dei ragni che si spostano secernendo un filamento che fa da vela e li porta in quota grazie al vento e alle correnti ascensionali, arrivando ad altitudini notevolissime, i sostenitori della teoria delle "scie chimiche" spesso negano addirittura l'esistenza di questi aracnidi.

Ecco, per esempio, alcune dichiarazioni di Giorgio Pattera:

I ragni migratori non esistono...Non certamente a 5000 metri di altezza... 7000... quello che è.

(dichiarazione di Pattera durante un convegno pro-scie chimiche a Milano, 19 aprile 2009; video su Youtube)

NON SONO sicuramente la produzione (che risulterebbe a livello industriale, fra l'altro, per coprire l'estensione territoriale Vercelli-Milano/Bologna-Ferrara!) delle ghiandole serigene dei cosiddetti "ragni d'alta quota", la cui esistenza (dal punto di vista entomologico) lasciamo appannaggio delle leggende metropolitane, con buona pace del CICAP.

("Bambagia Silicea? Non Proprio!", di Giorgio Pattera; pubblicato su Scribd)



Vediamo cosa dicono invece gli esperti di entomologia e la letteratura scientifica a proposito di queste creature che sarebbero "leggende metropolitane".


John Jackman, entomologo della Texas A&M University


...dopo la nascita, un certo tipo di giovani ragni migratori secerne lunghi fili di seta che, sollevati dal vento, trasportano l'animale lontano, anche per molti chilometri. "è più facile vedere i filamenti in un giorno di sole che fa seguito a un temporale", spiega Jackman. "è un fenomeno molto comune. Quando la luce è giusta se ne possono vedere centinaia di migliaia volare in cielo".

(Scienza & Paranormale n. 40, novembre-dicembre 2001)



Encyclopaedia Britannica, edizione cartacea, Vol. 21, "spider"


Dispersal of spiderlings may be accomplished by different methods. In some species, spiderlings simply run away in all directions. But in the majority of species aerial dispersal takes place. This so-called ballooning coincides in temperate zones with the sunny days of autumn or of spring, if the eggs remain quiescent through the winter. Each spiderling climbs to the end of a blade of grass, a twig, a pole or any protruding object, raises its abdomen and spins a thin thread of silk. As this gossamer thread is caught in the breeze, the spiderling lets go of the support on which it sat, climbs to the middle of the thread and is carried by air currents to a considerable height upward and to great distances horizontally. Gossamer threads have been encountered by airplanes five miles above sea level and one observer reported that he saw spider threads in the stratosphere. Spiderlings have also been caught in the rigging of ships several hundred miles from shore.



Encyclopaedia Britannica, edizione online, 2009, "spider"


Small spiders and the young of many larger species secrete long silk strands that catch the wind and can carry the spiders great distances. This behaviour, called ballooning, occurs in many families and expedites distribution. Some species are distributed in this way around the globe within the bounds of the northern jet stream. Ballooning spiders drift through the air at heights that range from 3 metres (10 feet) or less to more than 800 metres (2,600 feet).

(fonte)



Journal of the Kansas Entomological Society, 1975


Glick (1939), who collected airborne spiders up to 15,000 feet above the ground...

(Factors Influencing The Aerial Dispersal of Spiders (Arachnida: Araneida), K.V. Yeargan, Department of Entomology, University of Kentucky, in Journal of the Kansas Entomological Society, Vol. 48, no. 3, July 1975)



Winter-Sleeping Wildlife, 1958


To reach new locations the spider travels by a means of transportation known as "ballooning". A spiderling or spider throws out streams of silk. These threads form a sort of "flying carpet." It rises on warm currents of ascending air, and spiders and spiderlings are borne aloft and scattered far and wide. Sometimes they go as high as 14,000 to 15,000 feet and travel hundreds or even thousands of miles.

(Will Barker, New York: Harper and Row, Pubs., 1958, pp. 94-96)



Microscopy UK, 1998


Ballooning allows many kinds of spiders to disperse around the world, wafted on air currents across even the widest oceans and highest mountains. When conditions of breeze and season are right, young spiders ascend to the top of any available elevation, spin a few short strands of silk, feel the tug of the wind, and let go. They arrived on Krakatau in 1883 within weeks after that volcanic island exploded and destroyed all life. Charles Darwin gathered them in mid-Atlantic during his trip on H.M.S. Beagle, and ballooning spiderlings have been collected from airplanes at very high altitude. I watched minute airborne spiders arrive on mid-Pacific islands from the nearest continent over two thousand miles away. I remember an astonishing spring day in the Eastern United States when from horizon to horizon the cloudless blue sky sparkled with pinpricks of light. It was so eerie, so beautiful, my skin rose in goose bumps—until it prickled with hundreds of tiny spiderlings alighting on me to seek their way in the world.

(The Spiders Web Part II, William H. Amos, presso Microscopy UK)



Journal of Animal Ecology, 1956


Although it has been known since the time of Aristotle that spiders can make airborne excursions, the first accurate observations were published by the pioneer British arachnologist, John Blackwall (1827).. during the last fifty years a number of arachnologists have published observations in this subject (Nielsen 1932, Braendegaard 1937, 1938, 1946, Bristowe 1929, 1939, Berland 1932, Smith 1904, Emerton 1908, 1919, McKeown 1952)... Glick was able to collect about 1500 specimens, including 4 at 5000 ft.

(Aerial Dispersal in a Known Spider Population, Eric Duffey, Journal of Animal Ecology, Vol. 25, No. 1, May, 1956, pp. 85-111, disponibile su JSTOR)




Journal of Arachnology, 1999


Bishop & Riechert (1990) used sticky traps, pitfall traps, and exclosures to demonstrate that 41-50% of the spider species found in their plots had arrived by aerial deposition, and that, in the course of the four-month growing seasons, the aerial deposition was occurring at a rate of at least 0.18 spider/day/m2. Although that estimate seems modest, it translates into an influx of 1800 spiders into a 1-ha field during each day of the growing season, and at total influx of about 2.16 x 105 spiders over the growing season.

...the occurrence of airborne spiders at high altitudes (Glick 1939; Gertsch 1979) and scores of km from the nearest land mass (Darwin 1839; Hardy & Cheng 1986)...

(An Aerial Lottery: The Physics of Ballooning in a Chaotic Atmosphere, Robert B. Suter, in Journal of Arachnology 27:281-293, 1999; disponibile presso Americanarachnology.org)



Charles Darwin in The Voyage of the Beagle, 1845


...in the morning the air was full of patches of the flocculent web [...]. The ship was sixty miles distant from the land [...]. Vast numbers of a small spider [...] were attached to the web. There must have been, I should suppose, some thousands on the ship. [...] The little aeronaut as soon as it arrived on the board was very active [...]

(The Voyage of the Beagle
, di Charles Darwin, 1845)



BBC, The Living Planet, 1984


The Sky Above, la settima puntata di questa celeberrima serie di documentari presentata da David Attenborough, mostra le immagini dei ragni che spiccano il volo. Attenborough sale poi in un aerostato alla ricerca di ragni e insetti che si spingono, portati dalle correnti aeree, fino a 6500 metri di quota.










A Falcon Flies, romanzo di Wilbur Smith (1980)


Pagina 172: "There is a tiny spider no bigger than the head of a wax Vesta which lives in the papyrus banks of the delta. It spins a gossamer web on which it launches itself into the breeze in such numbers that the gossamer fills the sky in clouds, like the smoke from a raging bushfire, rising many hundreds of feet..."

Grazie a Nodens per la segnalazione.